L’ombra del ripescaggio sull’Italia: l’Iran tiene in bilico la presenza ai Mondiali 2026

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La nazionale azzurra, ancora una volta relegata a un ruolo di spettatrice nonostante il ranking internazionale piuttosto alto, potrebbe trovarsi a fronteggiare un paradosso calcistico senza precedenti: entrare dalla porta principale di un Mondiale, quello nordamericano del 2026, proprio mentre un’altra squadra – l’Iran – ne sta valutando l’abbandono per ragioni che poco hanno a che fare con il merito sportivo. Il ministro dello Sport e della Gioventù di Teheran, Ahmad Donyamali, ha infatti gettato benzina sul fuoco delle speranze (o delle fantasie) italiane, ribadendo che la partecipazione della sua nazionale alla fase finale, in programma da giugno tra Stati Uniti, Canada e Messico, è tutt’altro che scontata e dipenderà esclusivamente dalle condizioni di sicurezza garantite ai calciatori.

h2: Il veto sulla sicurezza e la richiesta di trasferimento in Messico non si tratta, nelle dichiarazioni del ministro, di un boicottaggio ideologico puro, ma di una condizione pragmatica legata all’incolumità fisica degli atleti. Donyamali ha infatti subordinato il via libera alla partenza della spedizione iraniana a una precisa garanzia: che gli Stati Uniti, paese co-ospitante contro cui le tensioni diplomatiche sono ancora roventi, “smetta di comportarsi in modo scorretto e avventuriero”. In una fase in cui la tregua tra i due paesi è stata prorogata, ma i negoziati per una pace duratura procedono a rilento, il governo iraniano ha già tentato una strada per aggirare l’ostacolo, proponendo alla Fifa lo spostamento di tutte le proprie gare in Messico. Una richiesta, questa, che la Federazione internazionale ha però respinto al mittente, ritenendola logisticamente impraticabile in tempi così stretti.

h2: I due scenari regolamentari per la sostituzione il regolamento della Fifa, come noto, non lascia spazio al vuoto: l’articolo 6.7 prevede che, in caso di ritiro o squalifica di una federazione, sia il Consiglio Fifa ad avere la piena autorità per decidere la squadra sostituta, senza un obbligo vincolante di sceglierla all’interno della stessa confederazione. Attualmente, sul tavolo dei vertici di Zurigo circolano due ipotesi prevalenti. La prima, che farebbe la felicità degli appassionati italiani, è quella di assegnare il posto vacante (nel Gruppo G con Belgio, Egitto e Nuova Zelanda) alla nazionale con il ranking migliore tra le escluse, ovvero l’Italia, attualmente dodicesima nel mondo. La seconda, forse più percorribile agli occhi dei burocrati, è quella di mantenere l’equilibrio geografico, sostituendo l’Iran con un’altra selezione asiatica come l’Iraq o gli Emirati Arabi Uniti

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