Export e saldo commerciale record per i distretti industriali nel 2024, nonostante il freno al fatturato
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Redazione Economia
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I distretti industriali italiani hanno confermato la loro competitività sul mercato globale tra il 2023 e il 2024, raggiungendo livelli storici sia nelle esportazioni sia nel saldo commerciale. Un risultato che emerge dalla diciassettesima edizione del Rapporto Economia e Finanza dei Distretti Industriali, curato dal Research Department di Intesa Sanpaolo, il quale analizza i bilanci di 22.700 imprese. Sebbene il fatturato abbia subito una flessione dello 0,5%, attestandosi a circa 344 miliardi di euro dopo la crescita esponenziale del biennio 2021-22, le vendite all’estero hanno registrato un incremento dello 0,9%, consolidando il ruolo trainante dei poli produttivi nazionali.
Il rafforzamento patrimoniale accumulato negli ultimi anni, unito a una solida liquidità, rappresenta oggi una base fondamentale per sostenere nuovi investimenti e favorire una ripresa più vigorosa. Tuttavia, il quadro non è privo di incognite. L’ombra dei dazi, paventati dall’amministrazione statunitense, rischia di compromettere un settore che, proprio come auspicherebbe Donald Trump per gli Usa, ha invece chiuso con un surplus commerciale. Una contraddizione che rende ancora più urgente una strategia coordinata per difendere le eccellenze italiane.
Tra i comparti più dinamici spiccano quello delle macchine utensili e dei distretti specializzati, come quello ceramico di Sassuolo, capaci di mantenere performance elevate nonostante il contesto internazionale incerto. La loro forza risiede nell’integrazione territoriale e nella capacità di adattarsi alle richieste del mercato, elementi che hanno permesso di compensare il rallentamento della domanda interna.




