Bilancia commerciale: export in calo, import in crescita a gennaio 2025
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Redazione Economia
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A gennaio 2025, la bilancia commerciale italiana ha registrato un andamento contrastante, con un calo delle esportazioni verso i paesi extra Ue27 e un contemporaneo aumento delle importazioni. I dati diffusi dall’Istat rivelano una riduzione congiunturale dell’export dello 0,9%, mentre l’import è cresciuto del 2,2% rispetto al mese precedente. Questo scenario, che riflette le complesse dinamiche del commercio internazionale, è stato influenzato da diversi fattori, tra cui la contrazione delle vendite di energia e beni di consumo, e l’aumento degli acquisti di beni intermedi e non durevoli.
Il calo dell’export, che si attesta allo 0,9% su base mensile, è principalmente attribuibile alla diminuzione delle vendite di energia (-9,4%), beni di consumo durevoli (-4,4%) e non durevoli (-4,0%). Tuttavia, non mancano segnali positivi: le esportazioni di beni intermedi e strumentali hanno registrato una crescita rispettivamente dell’1,8% e dell’1,3%, evidenziando una certa resilienza in settori chiave dell’economia. Sul fronte delle importazioni, l’aumento del 2,2% è stato trainato principalmente dai maggiori acquisti di beni di consumo non durevoli (+12,7%), beni intermedi (+7,6%) e beni di consumo durevoli (+7,0%). Questi dati suggeriscono una domanda interna in ripresa, nonostante le incertezze legate al contesto economico globale.
Analizzando i dati su base annua, l’export verso i paesi extra Ue27 mostra una crescita dello 0,7%, sostenuta principalmente dalle maggiori vendite di beni intermedi. Al contrario, l’import è aumentato del 5,8%, con una forte spinta proveniente dai beni di consumo non durevoli e intermedi. Questa divergenza tra export e import riflette le difficoltà che l’Italia sta affrontando nel mantenere competitività sui mercati internazionali, soprattutto in un contesto caratterizzato da tensioni commerciali e incertezze geopolitiche.
Tra i partner commerciali, gli Stati Uniti si confermano un mercato di riferimento, con un aumento delle esportazioni del 6,2% rispetto a gennaio 2024. Crescite significative si registrano anche verso il Regno Unito (+10,1%), il Giappone (+12,8%), i paesi OPEC (+10,3%) e la Svizzera (+13,6%). Tuttavia, la Cina continua a rappresentare un punto critico: le esportazioni italiane verso il gigante asiatico hanno subito un calo del 24,2% rispetto a gennaio 2024, confermando una tendenza negativa che dura ormai da due anni.
L’analisi dei dati conferma che il commercio estero italiano è in una fase di transizione, con settori che mostrano segnali di ripresa e altri che faticano a mantenere il passo. La contrazione delle esportazioni di energia e beni di consumo, unita alla crescita delle importazioni, potrebbe avere ripercussioni sulla bilancia commerciale nei prossimi mesi. Tuttavia, la performance positiva di alcuni mercati, come gli Stati Uniti e il Regno Unito, offre un barlume di ottimismo in un contesto globale ancora incerto.




