Oro, l'analisi tecnica di oggi: prove di rimbalzo oltre 4.400-4.420 dollari
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Redazione Economia
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Mattinata positiva per il Gold future con scadenza dicembre 2026, che sta provando a rilanciarsi oltre la resistenza a 4.400-4.420 dollari, in modo da lasciarsi alle spalle la veloce correzione delle ultime settimane. Il quadro tecnico rimane sotto pressione, ma proprio una conferma del precedente breakout potrà contribuire a rilanciare la dinamica dei prezzi, proiettando il metallo prezioso verso 4.550 prima e 4.650 dollari in seconda battuta.
Secondo i dati diffusi dalle principali agenzie, il prezzo dell'oro con consegna immediata si attesta a 4.372,99 dollari l'oncia, in rialzo dello 0,72 per cento, mentre il contratto future di dicembre sul Comex viene scambiato a 4.411,50 dollari, con una crescita dello 0,27 per cento. La quotazione spot riflette il prezzo corrente del metallo fisico scambiato sui mercati globali, ed è il riferimento principale per chi guarda al valore immediato del bene rifugio.
A sostenere le quotazioni concorrono diversi fattori di natura macroeconomica. Il dollaro statunitense ha mostrato segnali di debolezza dai massimi delle ultime settimane, rendendo l'oro meno caro per i detentori di altre valute e alimentando la domanda. Parallelamente, i prezzi dell'energia hanno registrato una flessione per la seconda seduta consecutiva, toccando i minimi da una settimana, il che contribuisce ad allentare parte delle pressioni inflazionistiche che avevano penalizzato il metallo giallo.
Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei titoli di Stato americani a dieci anni sono scesi, riducendo il costo opportunità di detenere un'attività che non genera interessi come l'oro. Gli investitori restano inoltre vigili sulle decisioni di politica monetaria: la Federal Reserve ha recentemente aumentato i tassi di interesse per la prima volta in tre anni e ha segnalato la possibilità di ulteriori strette nei mesi successivi.
Le indicazioni provenienti dal mercato dei tassi confermano che gli operatori continuano a considerare possibile un ulteriore inasprimento monetario. Secondo lo strumento FedWatch del Cme Group, il mercato attribuisce circa il 53 per cento di probabilità a un nuovo rialzo nella riunione di ottobre, mentre la probabilità di un intervento entro dicembre si colloca intorno all'87 per cento.
Un simile scenario potrebbe sostenere il dollaro statunitense e rappresentare un freno per il metallo giallo, poiché diversi analisti ritengono che il ritorno della Fed a un ciclo di rialzi possa modificare significativamente le prospettive del biglietto verde.
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