Oro in calo, spot a 4.438 dollari e future dicembre sotto i 4.500

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Prosegue senza sosta, nella mattinata del 31 agosto, la fase di debolezza che sta caratterizzando l'andamento del prezzo dell'oro sui mercati internazionali delle materie prime, con le quotazioni del metallo prezioso che mostrano un arretramento generalizzato, sia per quanto riguarda la consegna immediata sia per i contratti destinati a una scadenza futura, offrendo così agli analisti e agli investitori diversi spunti di riflessione sull'attuale stato di salute del bene rifugio per eccellenza.

Le quotazioni del day by day: spot e future a confronto

L'oro spot, ovvero il riferimento per il prezzo a pronti del metallo fisico scambiato con consegna immediata, viene trattato a 4.438,33 dollari l'oncia, segnando una flessione dello 0,38% rispetto alla chiusura precedente; contestualmente, anche il contratto future con scadenza a dicembre 2026, negoziato al Comex di New York, subisce una battuta d'arresto decisamente più marcata, cedendo l'1,06% e portandosi a 4.481,90 dollari, un dato che colloca il derivato sotto la soglia psicologica dei 4.500 dollari.

La differenza tra queste due quotazioni è tutt'altro che trascurabile, perché se il prezzo spot rappresenta il valore dell'oro fisico disponibile oggi, elemento fondamentale per gli scambi di gioiellieri, banche centrali e investitori che operano sul mercato fisico, il future di dicembre offre invece una fotografia delle aspettative sul valore del metallo tra qualche mese.

L'analisi del contesto: dollaro e rendimenti in primo piano

Il movimento ribassista dell'oro si inserisce in un quadro macroeconomico che vede il dollaro americano mantenersi stabile su livelli relativamente alti, con l'indice che si attesta a 99,6 punti, mentre i rendimenti dei titoli di Stato a breve e lunga scadenza registrano incrementi che rendono il metallo prezioso, che non paga interessi, meno attraente per gli investitori internazionali.

In particolare, il rendimento del Treasury a due anni si è mantenuto al 4,36%, dopo aver messo a segno un rialzo di quasi 12 punti base nella seduta di venerdì, e il rendimento del decennale ha superato il 4,15%, allargando lo spread con il Bund tedesco oltre gli 80 punti, un contesto che tradizionalmente esercita una pressione al ribasso sull'oro.

Le parole della Fed e le prospettive future

Gli operatori di mercato stanno digerendo le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, in occasione del simposio di Jackson Hole, un intervento dal tono percepito come restrittivo che ha ribadito come l'inflazione non stia rallentando con la rapidità sperata, suggerendo che la banca centrale americana abbia ancora lavoro da fare per riportare i prezzi sotto controllo.

Queste osservazioni hanno avuto l'effetto di aumentare le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi d'interesse nella riunione di settembre, con la probabilità di un aumento di 25 punti base che è salita dal 35% al 60% dopo l'intervento, un'eventualità che rafforzerebbe ulteriormente il dollaro e penalizzerebbe l'oro, la cui dinamica è inversamente correlata al costo del denaro.

Supporti e resistenze: un quadro tecnico da monitorare

Da un punto di vista tecnico, l'attenzione degli analisti si concentra sulla tenuta della soglia chiave a 4.650 dollari per il future di dicembre, un livello che se preservato potrebbe mantenere intatta la dinamica positiva dei prezzi, ma gli esperti sottolineano come anche un'estensione della discesa verso l'area 4.510-4.500 dollari non rappresenterebbe di per sé un segnale di inversione di tendenza tale da minare la struttura rialzista di medio periodo.

Il fatto che il contratto future venga scambiato a un premio rispetto al prezzo spot, sebbene in riduzione, indica che il mercato si aspetta comunque un rincaro del metallo nei prossimi mesi, anche se le aspettative di rialzo dei tassi da parte della Fed potrebbero continuare a esercitare una pressione sul comparto nel breve termine.

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