L'AfD sposta l'asticella: il dilemma delle destre europee

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'Alternative für Deutschland non ha soltanto guadagnato voti, seggi e centralità nel dibattito tedesco. Ha fatto qualcosa di più rilevante per la destra europea: ha spostato il punto oltre il quale, fino a pochi anni fa, molte forze sovraniste non erano disposte ad avventurarsi. E, così facendo, le ha costrette a guardarsi allo specchio.

Il partito di estrema destra ha allargato il consenso attorno a un repertorio sovranista alzando il livello dell'offerta politica, portando al centro del dibattito ipotesi che molti suoi concorrenti preferivano lasciare ai margini: la dissoluzione dell'attuale architettura europea, la remigrazione, una revisione radicale del rapporto con la Russia, il rigetto pressoché integrale della transizione verde.

Il risultato in Sassonia-Anhalt

Il successo elettorale in Sassonia-Anhalt ha un peso specifico che va oltre i confini del Land. La formazione guidata da Alice Weidel ha ottenuto il 44,8 per cento dei voti, il suo miglior risultato di sempre in un'elezione statale, con un'affluenza attorno al 75 per cento, in netta crescita rispetto al 60 per cento del 2021. Il partito ha conquistato 39 seggi su 83, sfiorando la maggioranza assoluta, e potrebbe insediare un governo per la prima volta nella sua storia, la prima per una formazione di estrema destra dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

La CDU del cancelliere Friedrich Merz è crollata al 17 per cento, meno della metà rispetto alle precedenti elezioni, mentre la Linke si attesta attorno all'8,4 per cento. Sopra la soglia di sbarramento del 5 per cento ci sono anche Socialdemocratici e Verdi, entrambi con circa il 9 per cento. Il partito populista di Sahra Wagenknecht, il BSW, ha superato di un soffio il 5 per cento e potrebbe rivelarsi decisivo per la formazione del governo.

La mappa delle alleanze europee

A Bruxelles, l'AfD è capofila del gruppo più estremo presente al Parlamento europeo, "Europa delle Nazioni Sovrane", nato nel 2024 proprio su iniziativa del partito tedesco, espulso l'anno prima dall'allora gruppo Identità e Democrazia perché alcuni colleghi come i lepeniani di Rassemblement National lo avevano ritenuto persino troppo estremista. La goccia che fece traboccare il vaso fu il meeting di Potsdam del 2023 nel quale fu presentato il piano per la remigrazione, oggi diventata parola d'ordine di molte destre.

Il gruppo ESN comprende formazioni di estrema destra di Bulgaria, Repubblica Ceca, Polonia, Paesi Bassi, Ungheria e Lituania, oltre al partito francese Reconquête di Éric Zemmour. A luglio, con 414 voti favorevoli e 224 contrari, il Parlamento europeo ha dato il via libera a una procedura per verificare se il gruppo rispetti i valori fondamentali dell'Unione.

Il programma politico

Il programma di Alternative für Deutschland si articola su tredici punti che spaziano dalla sicurezza alla famiglia, passando per l'identità culturale. Sul fronte della giustizia, il partito chiede di rafforzare polizia e magistratura e di abbassare l'età della responsabilità penale a dodici anni. In politica estera, l'AfD si impegna a porre fine alle sanzioni e a migliorare le relazioni con la Russia, definendola come un partner necessario.

Sull'immigrazione, il partito punta alla chiusura totale delle frontiere esterne dell'Unione europea, all'istituzione di centri di protezione in Stati terzi e alla sostituzione del diritto fondamentale all'asilo con una garanzia costituzionale. L'AfD non accetta la doppia cittadinanza e prevede che chi rifiuta l'integrazione possa perdere il diritto di soggiorno. Il partito rivendica il modello della famiglia tradizionale come unico riferimento e si oppone a ogni tentativo di banalizzare l'aborto.

Sul piano culturale, considera il multiculturalismo una grave minaccia per la pace sociale e per la sopravvivenza della nazione come entità culturale.

Le reazioni politiche

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha attaccato frontalmente l'AfD in un discorso al Bundestag, accusandola di voler destabilizzare il paese e criticando la sua vicinanza al presidente russo Vladimir Putin. Merz ha sottolineato che il 56 per cento degli elettori non ha votato per l'AfD e ha promesso che l'estrema destra non otterrà mai la maggioranza assoluta, né in Sassonia-Anhalt né in Germania. Il leader del partito, però, ha rivendicato il risultato come un segnale di cambiamento.

In Spagna, il leader di Vox Santiago Abascal ha mostrato simpatia verso gli ultras tedeschi, con i quali il suo partito mantiene contatti a livello europeo. Un eurodeputato dell'AfD ha dichiarato che la collaborazione con Vox procede bene e ha auspicato che Abascal assuma un ruolo di primo piano nel prossimo governo spagnolo per unire la destra europea. Anche la formazione catalana di estrema destra Aliança Catalana ha espresso vicinanza agli ultras tedeschi.

I prossimi appuntamenti elettorali

Il 2027 si preannuncia un anno elettorale decisivo per l'Europa. In Francia, Marine Le Pen è data tra il 33 e il 35 per cento nei sondaggi, mentre il candidato del centro Gabriel Attal è fermo tra il 7 e l'8 per cento e Edouard Philippe tra il 14 e il 16 per cento. In Spagna, il blocco di destra formato dal Partito popolare e da Vox ha superato la soglia del 50 per cento nei sondaggi, con i Popolari al 32 per cento e Vox al 17,8 per cento. Anche in Polonia e in Grecia la destra radicale cresce nei sondaggi in vista delle elezioni.

In Italia, Giorgia Meloni detiene il primato nei consensi, ma l'ascesa di una destra ancora più a destra, quella di Roberto Vannacci, ha messo in difficoltà il suo partito. L'eurodeputato Vannacci è di recente entrato a far parte del gruppo Europa delle Nazioni Sovrane dopo la rottura con la Lega.

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