AfD vince in Sassonia-Anhalt e punta su Ai e data center: la nuova destra è tech?

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’onda dell’estrema destra che sta attraversando l’Europa ha trovato ieri in Germania una delle sue espressioni più significative, con la vittoria schiacciante dell’Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt.

Un risultato, quello che ha portato il partito guidato da Ulrich Siegmund a superare il 44 per cento dei voti, che non rappresenta solo un terremoto politico per il cancelliere Friedrich Merz e per la Cristiano-Democratici, ma che apre anche una serie di interrogativi sulla futura direzione del paese e, più in generale, sul rapporto tra le nuove destre e il mondo della tecnologia, dell’energia e dell’innovazione digitale, un tema che potrebbe diventare centrale nel dibattito pubblico dei prossimi anni.

Il trionfo elettorale in Sassonia-Anhalt: numeri e scenari

Secondo le proiezioni della televisione pubblica tedesca Ard, l’AfD ha ottenuto un risultato storico attestandosi sul 44,5 per cento dei consensi, più del doppio rispetto al 20,8 per cento del 2021. Un dato che rappresenta la migliore performance mai registrata dal partito in una competizione regionale e che lo porta a un passo dalla maggioranza assoluta dei seggi nel parlamento del Land, dove conta circa 1,7 milioni di elettori e dove l’affluenza è stata altissima, superando l’80 per cento.

Un tracollo, invece, per la Cdu del ministro-presidente uscente Sven Schulze, che è crollata al 18,5 per cento perdendo quasi la metà dei voti rispetto al 2021. Male anche i socialdemocratici della Spd, fermissimi sopra l’8 per cento, mentre la sorpresa arriva dai Verdi e dalla Linke, entrambi intorno al 9 per cento, con il partito di Sahra Wagenknecht (Bsw) che si gioca l’ingresso in parlamento proprio sulla soglia di sbarramento del 5 per cento.

La vera incognita delle prossime ore è se l’AfD riuscirà effettivamente a governare, dato che gli mancano tre seggi per la maggioranza assoluta e tutti gli altri partiti hanno escluso qualsiasi forma di collaborazione.

L’asse con Vannacci e il gruppo Europa delle Nazioni Sovrane

A Bruxelles, intanto, la vittoria dell’AfD è stata accolta con entusiasmo dal generale Roberto Vannacci, che con i radicali tedeschi condivide lo stesso gruppo politico, chiamato Europa delle Nazioni Sovrane, un’alleanza che unisce forze ultranazionaliste e sovraniste di vari paesi europei.

Il co-presidente del gruppo, René Aust, esponente di spicco dell’AfD, aveva già dato il benvenuto a Vannacci pochi mesi fa, sottolineando la comunanza di vedute su economia, cultura e politica sociale, mentre il generale italiano ribadiva la sua contrarietà al Green Deal, definito la peggiore truffa del dopoguerra, e la necessità di difendere la sovranità nazionale contro il federalismo europeo.

L’europarlamentare della Cdu Andreas Schwab, commentando il risultato, ha espresso la sua preoccupazione e ha indicato come unica risposta possibile la formazione di una larghissima coalizione che includa anche la Linke, segnando una frattura profonda all’interno del campo democratico tedesco.

Il programma tech dell’AfD: energia a basso costo e meno regole Ue

Al di là delle dinamiche politiche e parlamentari, ciò che rende questa vittoria particolarmente interessante è il contenuto del programma economico e digitale dell’AfD, che sembra voler intercettare un malcontento che va oltre la semplice protesta contro l’immigrazione, per toccare questioni concrete come il costo dell’energia e la competitività industriale, con un’attenzione specifica al mondo dell’intelligenza artificiale e dei data center.

Il partito di estrema destra, in una serie di mozioni presentate al Bundestag, chiede infatti un vero e proprio "risveglio nazionale" per portare la Germania al vertice della rivoluzione digitale, ma a condizioni molto precise: energia abbondante, economicamente accessibile e costantemente disponibile, che per l’AfD significa un ritorno al nucleare, la sospensione della graduale eliminazione del carbone e un’espansione dell’offerta internazionale, che passa anche per il superamento delle sanzioni contro Mosca.

L’obiettivo dichiarato è quello di creare una "propria industria digitale per l’IA" e di legare la strategia energetica a quella dei data center, per soddisfare il fabbisogno crescente di risorse computazionali.

Il progetto è ambizioso, ma si scontra con una critica radicale all’architettura normativa europea, con la richiesta di un taglio della burocrazia comunitaria fino all’80 per cento, considerata un ostacolo insormontabile per la liberazione dell’innovazione tedesca.

L’AfD propone addirittura di ripensare l’appartenenza al mercato unico o di creare nuove organizzazioni che garantiscano l’accesso al mercato europeo senza i suoi vincoli, una posizione estrema che, se applicata, potrebbe rimettere in discussione i pilastri stessi dell’integrazione europea e che, per ora, resta confinata al dibattito parlamentare tedesco, in attesa di capire come queste istanze si tradurranno a livello di governo regionale.

Quel che è certo è che il vento che soffia da Magdeburgo porta con sé una miscela inedita di sovranismo, tecnologia e critica alla transizione verde, un cocktail che potrebbe rivelarsi esplosivo per il futuro della Germania e dell’Europa intera.

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