I fiorettisti azzurri completano il dominio a Fukuoka, imponendosi nella gara a squadre e chiudendo un 2025 d'oro in Coppa del Mondo.
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Redazione Sport
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L'Italia della scherma, che da tempo costituisce un'autentica fucina di campioni, ha chiuso l'anno solare 2025 con una doppia, fulgida affermazione nelle gare a squadre di fioretto, celebrando un weekend di straordinari successi sulle pedane asiatiche di Busan e Fukuoka. Dopo il trionfo delle donne in Corea, dove il quartetto composto da Arianna Errigo, Martina Favaretto, Anna Cristino e Martina Batini ha piegato nettamente gli Stati Uniti in finale con un eloquente 45-38, anche la formazione maschile ha replicato l'impresa in terra giapponese. I fiorettisti, guidati in pedana da Filippo Macchi, Tommaso Marini, Alessio Foconi e Davide Filippi – chiamato a sostituire Guillaume Bianchi, assente per lieti eventi familiari – hanno infatti conquistato la vetta del podio superando di misura, in un finale di tensione palpabile, la temibile rappresentativa francese per 44-43.
Un dominio costruito assalto dopo assalto
La prova del quartetto azzurro, che nel percorso eliminatorio aveva già avuto modo di saggiare la competitività del plateau internazionale, si è rivelata un'esemplare dimostrazione di equilibrio e freddezza. La Francia, storica rivale, ha opposto una resistenza tenace, trascinando il confronto fino alle ultime, decisive stoccate, in un clima dove ogni punto assumeva il peso di una sentenza. La capacità degli italiani di gestire una pressione così intensa, dosando aggressività e precisione tattica, ha infine fatto la differenza, permettendo loro di sigillare una vittoria che non ammette repliche. Questo risultato, del resto, si inserisce in un solco di continuità per una squadra abituata a lottare per le massime ambizioni in ogni competizione, confermando la profondità del vivaio a disposizione del Commissario Tecnico Simone Vanni.
Il corollario di un weekend trionfale
L'oro di Fukuoka rappresenta il coronamento perfetto di una trasferta asiatica già ricca di soddisfazioni per il fioretto italiano, che pochi giorni prima aveva visto protagoniste le atlete a Busan. Lì, oltre alla vittoria a squadre, si erano registrati i successi individuali di Martina Batini, tornata sul gradino più alto del podio in Coppa del Mondo, e il terzo posto di Martina Favaretto. Queste affermazioni, considerate nel loro insieme, non sono mere statistiche ma testimoniano la salute straordinaria di una disciplina che, sotto la guida tecnica di Vanni, continua a prosperare. La capacità di unire talenti affermati, come un'Errigo o un Foconi, a elementi di assoluto valore in ascesa, garantisce alla Nazionale una compattezza e un livello tecnico di raro spessore.
La vetta del ranking come naturale approdo
Conquistare la testa della classifica mondiale a fine 2025, obiettivo raggiunto da entrambe le squadre, maschile e femminile, non è dunque un episodio fortuito ma il logico punto d'arrivo di un lavoro meticoloso. Un lavoro che, partendo dalle società sportive e passando per i centri di allenamento federali, forgia atleti completi, pronti a competere al massimo livello sia nelle prove individuali che in quelle a squadre. La doppia vittoria in Estremo Oriente, al di là dell'immenso valore sportivo, suggella una supremazia costruita nel tempo e proietta con solide aspettative verso i prossimi appuntamenti internazionali, con la squadra che si appresta a difendere i colori azzurri con il consueto, fiero orgoglio.




