Milano, il tram deraglia e si schianta contro un palazzo in viale Vittorio Veneto: due morti e 38 feriti. La procura indaga per omicidio colposo
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Redazione Interno
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La dinamica dell’incidente, almeno stando a quanto si è potuto ricostruire nelle concitate ore successive al fatto, sembra essere quella di un convoglio improvvisamente impazzito. Era da poco passate le sedici di venerdì quando un tram della linea 9, un mezzo di nuova generazione in servizio da circa un anno, stava percorrendo viale Vittorio Veneto in direzione Porta Venezia. Proveniva da piazza della Repubblica, carico di passeggeri, quando all’altezza dell’incrocio con via Lazzaretto – un angolo centrale della città, frequentato a qualsiasi ora – ha improvvisamente lasciato i binari. Secondo le immagini riprese da una dashcam di un’auto in coda al semaforo, e che stanno circolando in queste ore, il mezzo ha sbandato verso sinistra dopo un sobbalzo, invadendo la carreggiata opposta e proseguendo la sua corsa per diversi metri prima di impattare violentemente contro la vetrina di un negozio all’angolo tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto. L’urto, terribile, ha parzialmente accartocciato la parte anteriore del tram, sollevando una nube di polvere e detriti. A bordo, i passeggeri in piedi sono stati sbalzati a terra, e qualcuno, come emerso dalle prime testimonianze raccolte dai soccorritori, è rimasto incastrato tra i sedili e le lamiere contorte.
Sul posto, allertata immediatamente dalla centrale operativa del 118, si è precipitata una poderosa macchina dei soccorsi. Sono intervenute tre automediche, un’auto infermieristica, una decina di ambulanze e due mezzi di coordinamento per le maxi-emergenze, oltre ai vigili del fuoco con cinque mezzi e una squadra di venticinque uomini. I pompieri hanno lavorato a lungo per estrarre i feriti più gravi dalle lamiere e per mettere in sicurezza l’area, temendo che potessero esserci altre persone sotto il convoglio. Il bilancio, purtroppo, si è rivelato pesantissimo fin da subito: due uomini hanno perso la vita. Delle 38 persone rimaste ferite, una è stata trasportata in codice rosso – il più grave – in ospedale, mentre sei sono i codici gialli e trentadue quelli verdi, quest’ultimi per lo più passeggeri che hanno riportato contusioni e fratture minori nella caduta all’interno del vagone.
Le vittime e i rilievi: un passante e un rider travolti dallo schianto
Uno dei due uomini deceduti, un cittadino italiano di sessant’anni residente a Rozzano, nell’hinterland milanese, non era a bordo del mezzo. Secondo le prime ricostruzioni, si trovava sul marciapiede o stava attraversando la strada quando il tram, ormai fuori controllo, lo ha investito, finendo poi la sua corsa contro il muro. La salma dell’altra vittima, un giovane di origini straniere, è stata recuperata sotto il convoglio, a testimonianza della violenza inaudita con cui il mezzo si è abbattuto sulla via. I passanti, quelli che sono riusciti a mettersi in salvo per un soffio, raccontano di un boato assordante, seguito da urla e dalla fuga di decine di persone. Un fattorino in bicicletta, fermo al semaforo, è riuscito a gettarsi dal sellino e a correre via un attimo prima che il tram gli piombasse addosso, scampando per miracolo a una tragedia personale. Altri, invece, non hanno avuto la stessa sorte, e i soccorritori, giunti sul luogo, si sono trovati davanti a una scena di dolore e disperazione.
La procura apre un fascicolo, si indaga sull'ipotesi di errore umano o guasto tecnico
La procura di Milano, con il procuratore capo Marcello Viola che si è recato personalmente sul luogo dell’incidente, ha aperto un fascicolo d’inchiesta. L’ipotesi di reato, al momento, è di omicidio colposo e lesioni colpose, un atto dovuto in casi di questa gravità per consentire agli inquirenti di compiere tutti gli accertamenti necessari. Il fascicolo è stato affidato alla pm di turno Elisa Calanducci, che coordinerà le indagini della polizia locale e della polizia scientifica. Gli investigatori stanno lavorando su più fronti: da un lato, dovranno ascoltare il conducente del tram, un uomo di cui non sono state fornite le generalità, per comprendere se vi sia stato un malore improvviso, una distrazione fatale o, al contrario, se abbia tentato una manovra disperata per evitare un ostacolo o un pedone. Dall’altro lato, l’attenzione si concentra sullo stato del mezzo e della linea.
Il tram di ultima generazione e i dubbi sulla velocità: le ipotesi al vaglio degli inquirenti
Il convoglio coinvolto è un Tramlink bidirezionale, un modello moderno e tecnologicamente avanzato che Atm aveva messo in linea da circa un anno, dopo averlo testato su altre linee. È un mezzo lungo venticinque metri, dotato di sistemi di videosorveglianza e frenate assistite. Proprio la sua modernità, paradossalmente, rende l’accaduto ancora più incomprensibile. Gli inquirenti dovranno verificare se possa essersi verificato un guasto improvviso all’impianto frenante o allo sterzo, oppure se la velocità di marcia, che alcuni testimoni hanno definito “elevata” o addirittura “folle” rispetto al normale tragitto cittadino, possa aver contribuito al deragliamento. Non si esclude, al momento, nessuna pista: dal cedimento strutturale del binario a un eventuale attraversamento improvviso che avrebbe costretto il conducente a una sterzata innaturale. Atm, l’azienda dei trasporti milanese, ha espresso in una nota ufficiale il proprio cordoglio e la propria vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutti i feriti, dichiarandosi fin da subito a completa disposizione della magistratura per fornire ogni elemento utile a chiarire la dinamica e le cause di questa tragedia. Il sindaco Giuseppe Sala, giunto sul posto insieme all’assessora alla Mobilità Arianna Censi, ha seguito di persona le operazioni di soccorso, in attesa che gli accertamenti tecnici e le autopsie, che saranno disposte nei prossimi giorni, possano dare una risposta certa ai familiari e a una città intera che ora si interroga sull’accaduto.




