Calcio, il Torino sceglie Abate in panchina
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Redazione Sport
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La lunga attesa – fatta di casting, valutazioni incrociate e un paio di piste accantonate nei giorni scorsi – è ufficialmente finita: il Torino ha trovato il suo nuovo allenatore, e il nome scelto dal presidente Urbano Cairo e dal direttore sportivo Gianluca Petrachi è quello di Ignazio Abate.
L’accordo, definito nella giornata di oggi a seguito di un vertice decisivo tra le parti, si basa su un contratto biennale che legherà l’ex terzino destro ai granata fino al 2028: un vero e proprio salto di categoria per il tecnico che arriva direttamente dalla serie B, reduce da un’ottima annata sulla panchina della Juve Stabia. Toccherà proprio a lui, dunque, raccogliere l’eredità di Roberto D’Aversa – quest’ultimo destinato a lasciare la panchina torinese – in quello che rappresenta il primo incarico in assoluto per Abate nella massima serie italiana.
Una scelta dettata dall’entusiasmo della dirigenza
Nonostante la giovane età – non ha ancora quarant’anni compiuti – Abate ha saputo convincere i vertici del club durante i ripetuti colloqui degli ultimi giorni, spuntandola su altri profili presi in considerazione dalla segreteria tecnica. L’ipotesi che portava ad Alberto Aquilani, infatti, è definitivamente sfumata dopo che quest’ultimo si è orientato verso la panchina del Sassuolo; una volta venuta meno quella concorrenza, la dirigenza granata ha rotto gli indugi blindando l’intesa con l’allenatore campano.
Se la valutazione è stata così rapida, lo si deve principalmente al lavoro svolto dall’interessato nella scorsa stagione cadetta: con la Juve Stabia – nonostante una situazione societaria talvolta complessa – Abate ha raggiunto un sorprendente settimo posto in classifica, portando la squadra fino alle semifinali dei play-off promozione, perse poi contro il Monza.
Le premesse tattiche di un ciclo inedito
Ciò che ha maggiormente impressionato Cairo e Petrachi, nei vari summit andati in scena tra maggio e l’inizio di giugno, è stata la chiara identità di gioco impressa dall’ex rossonero a una rosa non certo tra le più attrezzate del torneo. Il suo modulo preferito – un 3-5-2 dinamico – si basa su una costruzione paziente dal basso, con il regista che spesso si abbassa sulla linea dei difensori per facilitare l’uscita palla, mentre grande importanza viene riservata agli esterni, chiamati a un sacrificio notevole sia in copertura che in fase di spinta.
Un aspetto, quest’ultimo, che potrebbe giovare ad alcuni elementi già in organico, senza dimenticare la possibilità di rivedere in granata Alessio Cacciamani – prodotto del settore giovanile del Toro – lanciato proprio da Abate nella scorsa annata e tornato alla base dopo il prestito. L’ex calciatore del Milan, che vanta oltre duecento presenze in rossonero e diversi trofei vinti in carriera, ha iniziato il suo percorso dietro la scrivania nelle giovanili del Diavolo, approdando poi alla Ternana prima dell’esperienza positiva in Campania.
Le operazioni di chiusura del dossier tecnico
Con la fumata bianca arrivata nella giornata odierna, dopo una lunga riunione che ha sancito l’intesa definitiva, il club ha dunque chiuso il capitolo relativo alla successione di D’Aversa, il cui contratto era in scadenza naturale e che lascerà Filadelfia senza particolari strascichi polemici.
Per Abate – che da giocatore aveva già indossato la maglia granata nella stagione 2008-2009 – si tratta di una sorta di ritorno a casa, seppur in una veste del tutto nuova: l’annuncio ufficiale è atteso a stretto giro, verosimilmente già nelle prossime ore, una volta perfezionati gli ultimi dettagli burocratici che separano il tecnico dalla firma sul contratto.
Il compito che lo attende, in un ambiente storicamente esigente come quello torinese, è quello di restituire smalto a una squadra apparsa spesso troppo timida e malinconica nelle ultime annate, provando a inserire finalmente quella scintilla di novità che i tifosi attendono da tempo.




