La Russa sulla querela a Ponzani: «Ritirarla? Ci penserò»
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Redazione Interno
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Il presidente del Senato Ignazio La Russa non ha ancora deciso se ritirare la querela alla storica Michela Ponzani: «Ci penserò», ha detto a Roma a margine del convegno promosso da «Sud chiama Nord». La questione riguarda le dichiarazioni della studiosa sulla presenza di La Russa alla manifestazione del Movimento sociale italiano del 12 aprile 1973 a Milano, la giornata nota come «Giovedì nero», in cui morì l'agente di polizia Antonio Marino.
Le parole di La Russa sul corteo del 1973
Lasciando l'assemblea, La Russa ha affermato di aver visto che Ponzani «ha fatto marcia indietro», ricostruendo poi la giornata dal proprio punto di vista. Secondo il presidente del Senato, il Movimento sociale italiano capì subito che si trattava di «una giornata trappola» pensata per provocare incidenti, e cercò «in tutti i modi», limitandoli, di evitare gli scontri. Ha aggiunto di non aver nemmeno partecipato alla manifestazione non autorizzata, «ammesso che tale fosse».
La querela era stata annunciata nel caso in cui la storica, ospite abituale del programma di Lilli Gruber su La7, non avesse chiesto scusa. Le scuse, per La Russa, non sono arrivate, e questo ha tenuto aperta la vicenda anche sul piano del ruolo istituzionale che oggi ricopre. Sulla decisione finale, però, il presidente del Senato ha scelto di non sbilanciarsi.
Che cosa accadde il 12 aprile 1973 a Milano
Il corteo del Msi e del Fronte della Gioventù si svolse nonostante il divieto della Questura e degenerò in violenti scontri con le forze dell'ordine. In via Bellotti vennero lanciate bombe a mano del tipo SRCM, e una di queste colpì al petto l'agente Marino, giovane poliziotto in servizio a Milano, che morì. La giornata passò alla storia come «Giovedì nero» e rimase per anni uno dei simboli della violenza politica nella città.
Dell'omicidio furono ritenuti responsabili i militanti di estrema destra Vittorio Loi e Maurizio Murelli, chiamati poi a risarcire la famiglia della vittima. Il Comune di Milano ricorda ogni anno Marino con una cerimonia dedicata alle vittime del terrorismo, ed è proprio in questo contesto commemorativo che le ricostruzioni sul ruolo dei partecipanti al corteo tornano periodicamente al centro del dibattito pubblico.
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