La Maserati quasi scomparsa: mille auto in tre mesi, Stellantis accusata di averne "decretato la morte"
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Redazione Economia
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Mille vetture prodotte in tre mesi, un crollo che sembra segnare la fine di un’epoca. La Maserati, marchio storico nato nel 1914 e approdato sotto il controllo degli Agnelli nel 1993, oggi sopravvive a stento, ridotta a numeri che ne attestano il declino. Tra gennaio e marzo 2025, lo stabilimento di Modena ha assemblato appena 30 esemplari della MC20, mentre a Mirafiori ne sono uscite 70 tra GranCabrio e GranTurismo. A Cassino, dove viene prodotto il Grecale, la situazione è leggermente migliore, con 930 unità, ma lontanissima dai volumi che un tempo caratterizzavano il tridente.
La Uilm, senza mezzi termini, accusa Stellantis di aver "deciso la morte" del brand, lasciandolo in un angolo mentre il gruppo concentra risorse su altri modelli. Sebbene la crisi non riguardi solo Maserati – l’intera produzione italiana di Stellantis è tornata ai livelli del 1956 – è emblematico che uno dei fiori all’occhiello dell’automobilismo nazionale sia ormai ridotto a una presenza simbolica.
A Mirafiori, dove un tempo le linee di assemblaggio lavoravano a pieno ritmo, oggi si contano appena 9.860 auto prodotte nel primo trimestre, con un calo del 22% rispetto al 2023. Di queste, 9.790 sono Fiat 500 elettriche, mentre le restanti 70 sono appunto le Maserati, cifra irrisoria se paragonata alle 10.000 unità annue toccate nei periodi migliori.




