Met Gala, tutto da rifare: John Galliano rinuncia alla mostra, il 2027 cerca un nuovo tema
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Metropolitan Museum of Art e John Galliano hanno annunciato il 31 agosto che la grande retrospettiva intitolata John Galliano: Horizons, prevista per la primavera del 2027, non si terrà. Una decisione che arriva dopo settimane di aspre polemiche, legate al passato dello stilista britannico e alla sua condanna per insulti antisemiti e razzisti risalente al 2011, e che ora lascia il celebre Met Gala – la cui serata di gala è tradizionalmente legata al tema dell'esposizione annuale del Costume Institute – senza un tema e con un programma tutto da reiventare.
Quindici anni dopo la condanna, la carriera di Galliano si ferma davanti al Met
Nato a Gibilterra nel 1960, John Galliano ha attraversato oltre quarant'anni di carriera, diventando una delle figure più influenti e controverse della moda contemporanea. Dopo il successo folgorante agli inizi degli anni Novanta e le direzioni creative di case come Givenchy e Christian Dior, la sua parabola subì una brusca interruzione nel 2011. In quell'anno, un video pubblicato dal Sun lo ritraeva, visibilmente ubriaco, mentre pronunciava insulti antisemiti e dichiarava il proprio amore per Hitler in un bar di Parigi.
L'episodio portò al suo immediato licenziamento da Dior e a una condanna da parte di un tribunale francese per insulti pubblici basati su razza, religione o etnia, con una multa di 6.000 euro. Dopo anni di riabilitazione personale e professionale, che lo hanno visto tornare al lavoro presso la maison Maison Margiela, la prospettiva di una grande retrospettiva al Met – che lo avrebbe reso solo il terzo stilista vivente a ricevere questo onore, dopo Yves Saint Laurent e Rei Kawakubo – sembrava rappresentare il suggello del suo ritorno.
Le polemiche e la scelta di rinunciare: le parole di Galliano, Bolton e Wintour
L'annuncio della mostra, avvenuto a fine luglio, aveva subito sollevato un'ondata di critiche, in particolare da parte della comunità ebraica newyorkese e di figure politiche come la presidente del Consiglio comunale di New York, Julie Menin, che aveva parlato di un "pugno nello stomaco" per la comunità ebraica. A rendere ancora più delicata la situazione, la data del Met Gala 2027 – che come da tradizione si terrà il primo lunedì di maggio – è fissata per il 3 maggio, giorno in cui cade lo Yom HaShoah, la Giornata della Memoria dell'Olocausto.
Di fronte alle crescenti pressioni e al dibattito che rischiava di mettere in difficoltà l'istituzione, Galliano ha scelto di fare un passo indietro. In una dichiarazione ufficiale, ha affermato: "Dopo molte riflessioni e discussioni con il Met e con tutti i soggetti coinvolti, ho deciso, con grande tristezza, che è meglio che la mostra non si tenga in questo particolare momento. Non voglio che il dibattito che mi coinvolge ponga il Met in una posizione difficile o che distragga dal lavoro meritevole portato avanti dal Costume Institute.
Riconosco inoltre e rispetto il fatto che una mostra che celebra il mio lavoro potrebbe essere fonte di dolore per alcuni". Lo stilista ha ribadito la propria piena responsabilità per il dolore causato in passato, sottolineando che "un'espiazione significativa non si raggiunge attraverso una mostra, un riconoscimento istituzionale o un singolo gesto pubblico".
La decisione è stata sostenuta anche dal curatore del Costume Institute, Andrew Bolton, e da Anna Wintour, la potente direttrice di Vogue e organizzatrice del Met Gala, che ha definito la scelta di Galliano "molto coraggiosa e una misura dell'uomo che è".
Un'istituzione divisa e un futuro tutto da scrivere per il Met Gala 2027
La cancellazione della retrospettiva rappresenta un evento senza precedenti per il Met e lascia aperte molte domande sul futuro della serata più glamour della moda. Il museo ha comunicato che un nuovo tema per la mostra primaverile del 2027 e per il relativo gala sarà annunciato in una data successiva.
La scelta di onorare Galliano, nonostante il suo passato controverso, aveva già scatenato un acceso dibattito all'interno del mondo della moda e non solo, con il direttore del museo, Max Hollein, che aveva inizialmente difeso il progetto come un'occasione per esaminare "la difficile storia con rigore, sincerità e cura". Tuttavia, le pressioni esterne e la presa di coscienza dello stesso stilista hanno avuto la meglio.
La vicenda si conclude quindi con una sconfitta per tutti: il Met perde l'occasione di un'esposizione di altissimo profilo, Galliano vede sfumare il più importante riconoscimento istituzionale della sua carriera dopo la riabilitazione, e il Met Gala 2027 si trova ora a dover rincorrere il tempo per trovare un nuovo tema e una nuova narrazione che possa catalizzare l'attenzione globale senza sollevare le stesse polemiche.
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