John Galliano, il Met cancella la mostra “Horizons” dopo le polemiche. La redenzione non basta?
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Metropolitan Museum of Art di New York e John Galliano hanno annunciato la cancellazione della mostra a lui dedicata, "John Galliano: Horizons", che sarebbe dovuta essere il grande evento del Costume Institute per la primavera del 2027. L’esposizione, presentata come una delle più attese della stagione e destinata a coincidere con il celebre Met Gala, avrebbe ripercorso oltre quarant’anni della carriera dello stilista britannico, dagli esordi alla Central Saint Martins fino alle esperienze da Givenchy, Dior e Maison Margiela.
La decisione, giunta pochi giorni dopo l’annuncio ufficiale e in seguito a crescenti proteste, segna un capitolo inatteso nella vicenda di uno dei designer più influenti e controversi della moda contemporanea.
La rinuncia dopo settimane di polemiche
L’idea di dedicare una mostra personale a Galliano era stata accolta con entusiasmo da una parte del mondo della moda, ma aveva subito sollevato un acceso dibattito negli Stati Uniti. A contestare la scelta sono stati esponenti della comunità ebraica, figure politiche e organizzazioni impegnate nella lotta all’antisemitismo, che hanno giudicato inopportuno celebrare un designer condannato per dichiarazioni razziste.
La situazione è diventata ancor più delicata a causa della coincidenza del Met Gala, fissato per il primo lunedì di maggio, con Yom HaShoah, il Giorno della Memoria dell’Olocausto, un fatto che ha contribuito ad amplificare il malcontento.
Il comunicato di Galliano: "Responsabile del dolore causato"
A chiudere la vicenda è stato lo stesso John Galliano, che ha diffuso un comunicato, anche sul proprio profilo Instagram, per annunciare la rinuncia. "Dopo molte riflessioni e discussioni con il Met e con tutte le persone coinvolte, ho deciso, con grande tristezza, che è meglio che la mostra non abbia luogo in questo momento", si legge nella nota.
Lo stilista ha ribadito la piena responsabilità per il dolore causato dalle proprie parole in passato, in particolare alle comunità ebraica e asiatica, e ha sottolineato che una vera espiazione non si realizza con un singolo gesto pubblico o un riconoscimento istituzionale, ma attraverso un impegno continuo di ascolto e apprendimento.
Il ruolo del Met e le reazioni delle istituzioni
La decisione è stata presa di comune accordo con la direzione del museo. Max Hollein, direttore e CEO del Met, ha dichiarato che la cancellazione arriva dopo "attente discussioni" con lo stilista. Anche Andrew Bolton, curatore responsabile del Costume Institute, e Anna Wintour, presidente del Met Gala e figura di spicco di Vogue, hanno espresso il loro sostegno alla scelta.
La cancellazione è stata accolta con favore da alcuni rappresentanti istituzionali, come Julie Menin, presidente del Consiglio municipale di New York, che in un momento storico segnato da un aumento dell’antisemitismo, ha giudicato la scelta del Met come un passo necessario e corretto.
Un passato che ancora pesa
L'ombra del 2011 si è rivelata più lunga del percorso di riabilitazione dello stilista. Galliano era stato licenziato da Dior dopo la diffusione di un video in cui, in evidente stato di ebbrezza, pronunciava frasi di elogio a Hitler e insulti antisemiti. Condannato in Francia a una multa di 6.000 euro, era poi riuscito a riemergere professionalmente nel 2014, quando fu nominato direttore creativo di Maison Margiela, un incarico che ha mantenuto per un decennio ottenendo ampi consensi di critica.
Nonostante questo, la prospettiva di una delle più alte forme di riconoscimento culturale offerte dal Costume Institute, che lo avrebbe reso il terzo stilista vivente ad avere una retrospettiva personale dopo Yves Saint Laurent e Rei Kawakubo, ha riacceso il dibattito sulla possibilità di separare l’opera dall’autore e su cosa significhi, oggi, concedere una seconda possibilità pubblica. La mostra "John Galliano: Horizons" non si farà, e il museo non ha ancora comunicato quale progetto sostituirà l’esposizione per la primavera del 2027.
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