Nobel per la Medicina 2026, l'optogenetica premia Deisseroth, Hegemann e Nagel: la moglie del biofisico è napoletana
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Redazione Esteri
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L'Assemblea del Nobel del Karolinska Institutet di Stoccolma ha assegnato il Premio per la Fisiologia o la Medicina 2026 a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel «per le loro scoperte relative ai canali ionici attivati dalla luce e all'optogenetica». La tecnica consente di accendere o spegnere l'attività di singole cellule nervose in un cervello vivente, aprendo scenari di studio impensabili fino a pochi decenni fa.
Una storia d'amore nata a New York
Dietro il riconoscimento assegnato a Nagel c'è un legame profondo con l'Italia, reso noto dal quotidiano Il Mattino. La moglie del biofisico, Anna, è napoletana e biologa molecolare. I due si sono conosciuti a New York, lontano dalle rispettive città d'origine: lei era professoressa ospite alla Columbia University, lui si trovava nella metropoli americana per motivi di ricerca. A raccontare l'incontro è stato lo stesso Nagel nella sua autobiografia per il premio Shaw, spiegando di aver trovato a New York «l'amore della mia vita».
Insieme esploravano la città in bicicletta e condividevano idee scientifiche; fu proprio Anna, secondo quanto ha ricordato il ricercatore, ad aiutarlo ad allargare il suo approccio di biofisico attraverso la biologia molecolare. Il matrimonio è arrivato nel 1996, in Danimarca, seguito dalla nascita della figlia Nina.
La notizia del Nobel raggiunge Nagel in Italia
La comunicazione ufficiale del premio ha raggiunto Georg Nagel proprio in Italia, come riferito dall'Università di Würzburg, ateneo dove lo scienziato ha lavorato per oltre vent'anni. Un dettaglio che intreccia ulteriormente la biografia del ricercatore con il Paese di sua moglie nel giorno del riconoscimento più importante.
Dalla canalerodopsina al controllo delle cellule nervose
Il percorso scientifico che ha portato al Nobel è iniziato dagli studi di Hegemann su come un'alga unicellulare riuscisse a percepire la luce. Nagel mise alla prova l'ipotesi introducendo materiale genetico dell'alga nelle cellule uovo di rana, dimostrando così il funzionamento di proteine capaci di trasformare uno stimolo luminoso in un segnale elettrico. Da queste ricerche è nata la canalerodopsina, una proteina sensibile alla luce che, introdotta nelle cellule, ne modifica l'attività attraverso impulsi luminosi.
Il passaggio decisivo verso le neuroscienze è opera di Karl Deisseroth, che ha trasferito il gene della canalerodopsina nelle cellule nervose dei ratti, riuscendo a generare un segnale nervoso illuminandole con luce blu.
Un metodo impiegato in tutto il mondo
Oggi l'optogenetica è utilizzata nei laboratori di tutto il mondo per comprendere il funzionamento dei circuiti cerebrali e studiare come il cervello organizza emozioni e ricordi. Per Svenningsson, presidente del Comitato Nobel, la tecnica «fornisce opportunità per mappare il cervello in un modo che potevamo solo sognare».
Karl Deisseroth, 55 anni, dirige dal 2004 il proprio laboratorio all'Università di Stanford; Georg Nagel, 73 anni, è professore all'Università di Würzburg; Peter Hegemann, 72 anni, insegna Biochimica sperimentale all'Università Humboldt di Berlino.
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