La nuova BMW i3, l’autonomia da 900 km e il “cervello” digitale che anticipa la M3 a zero emissioni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Monaco. Mentre la Casa dell’Elica sta ancora festeggiando (o forse solo metabolizzando) il lancio della nuova Serie 3, il mondo del web si è già infiammato per quella che, neanche a dirlo, sarà la vera anima sportiva di questa gamma: la BMW M3. A pochi giorni dalla presentazione ufficiale della berlina standard, ecco che spuntano in rete – principalmente sul forum Bimmerpost e prontamente rimbalzate sui social – le prime immagini rubate di un prototipo che molti identificano come la versione ad alte prestazioni del modello. Non c’è stata alcuna conferma ufficiale da parte del costruttore, e il debutto è atteso tra circa diciotto mesi, ma le foto mostrano una vettura dal piglio decisamente più aggressivo rispetto alla i3 tradizionale, la quale a sua volta rappresenta il secondo pilastro della nuova architettura Neue Klasse.
Un approccio olistico alla sostenibilità, dal telaio all’aria che si respira
Se la sportività è il mantra per gli appassionati, per il grande pubblico la novità più rilevante rimane l’approccio radicale alla mobilità green. Con la nuova i3, il Gruppo bavarese non si limita a eliminare la CO₂ dallo scarico, ma applica una strategia a 360 gradi che abbraccia l’intero ciclo di vita del veicolo: dall’approvvigionamento delle materie prime lungo la catena di fornitura, passando per le linee di produzione (principalmente nello stabilimento di Monaco, che ha subito una profonda riconversione), fino alla fase di fine utilizzo e riciclo. Non si tratta, dunque, di una semplice elettrica premium, ma di un manifesto tecnologico che punta a decarbonizzare ogni singola fase produttiva. Un aspetto, quest’ultimo, che si sposa perfettamente con la cura maniacale riservata agli interni: Nils Hesse, Vice President Product Sustainability del gruppo, ha più volte ribadito come il concetto di benessere a bordo non possa prescindere dalla qualità dell’aria, con un laboratorio olfattivo interno che seleziona i materiali per evitare emissioni nocive, rifiutando l’uso di fragranze artificiali per garantire un’esperienza sensoriale autentica e salutare.
L’autonomia record e la ricarica ultraveloce della piattaforma Neue Klasse
A livello puramente tecnico, la BMW i3 segna un distacco netto dal passato, anche se mantiene le proporzioni classiche della berlina (4,76 metri di lunghezza) con un passo allungato che favorisce l’abitabilità. Disponibile al lancio nell’allestimento i3 50 xDrive, la vettura monta due motori elettrici (uno per asse) che sviluppano una potenza combinata di 469 cavalli e 645 Nm di coppia. Il dato che ha fatto davvero scalpore, però, riguarda l’autonomia: grazie alle celle cilindriche di sesta generazione e all’architettura a 800 volt, la vettura è in grado di percorrere fino a 900 chilometri secondo il ciclo WLTP. E non è finita qui: la tecnologia di ricarica rapida permette di aggiungere fino a 400 chilometri di autonomia in soli dieci minuti, un lusso per chi teme le soste lunghe ai colonnini. L’intera gestione di queste dinamiche – accelerazione, frenata, sterzo e recupero di energia – è affidata al nuovo “supercervello” chiamato Heart of Joy, un’unità di controllo centralizzata che promette tempi di reazione dieci volte superiori rispetto ai sistemi precedenti, offrendo una reattività che, a detta degli ingegneri, non ha nulla da invidiare alle attuali sportive termiche.




