San Raffaele, i magistrati indagano sulla formazione degli infermieri esterni
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Redazione Interno
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L’inchiesta della procura di Milano sul caso del San Raffaele, sviluppatosi nei giorni tra il 5 e il 7 dicembre scorso, si sta concentrando su un aspetto cruciale oltre quello, già noto, della regolarità contrattuale dell’appalto. Gli investigatori, infatti, stanno cercando di accertare se il personale infermieristico della cooperativa esterna, cui era stato affidato il servizio nel reparto di medicina ad alta complessità, fosse stato adeguatamente preparato al delicato compito che lo attendeva. Si punta a verificare, nello specifico, se nei giorni precedenti l’ingresso in servizio questi operatori abbiano ricevuto un training sul campo sufficiente a fornire loro le nozioni basilari, come quelle relative alla corretta dispensazione dei farmaci o al funzionamento delle apparecchiature mediche specialistiche presenti nel reparto, situato nell’area dell’ospedale conosciuta come “Iceberg”.
Il nodo dell’appalto e della selezione
Le domande che guidano l’azione dei magistrati partono da un principio fondamentale, ovvero comprendere con quali criteri e garanzie un reparto ospedaliero di tale complessità sia stato affidato a una cooperativa esterna. La scelta di esternalizzare un servizio così delicato, quello infermieristico in un’area dotata anche di pronto soccorso, comporta infatti una serie di responsabilità che vengono ora esaminate. Si tratta, in sostanza, di capire come siano stati selezionati i professionisti chiamati a operare in corsia e quali competenze fossero state certificate e richieste loro prima dell’assunzione dell’incarico.
Le criticità emerse in reparto
La necessità di queste verifiche scaturisce direttamente dalle disfunzioni, più volte segnalate, che si sono verificate in quei giorni nell’unità operativa, dove il personale si è rivelato, secondo quanto emerso, non all’altezza della situazione. Le carenze, che hanno creato disagi nell’assistenza, hanno spinto gli inquirenti a scavare oltre la mera forma del contratto per addentrarsi nel merito della sostanza dell’operato: la preparazione concreta di chi, in quel preciso contesto, doveva gestire pazienti e apparecchiature. La questione, pertanto, non si limita alla legittimità giuridica dell’affidamento, ma investe pienamente il tema della sicurezza delle cure e della qualità del servizio erogato, presupposti che avrebbero dovuto essere garantiti a monte.
Il percorso dell’indagine
L’inchiesta conoscitiva avviata dalla procura mira quindi a far luce su una vicenda che ha sollevato interrogativi importanti sulla gestione del personale sanitario negli ospedali a alta specializzazione. Il percorso investigativo, che procede senza clamori ma con metodo, sta cercando di ricostruire l’intera filiera, dalla stipula dell’appalto con la cooperativa, che ha sede in Basilicata, fino all’effettivo inserimento in reparto degli infermieri. Un aspetto centrale resta quello formativo, poiché è proprio l’eventuale mancanza di una preparazione specifica sul campo, immediatamente prima dell’inizio del servizio, a poter spiegare alcune delle criticità emerse durante quei turni problematici.
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