Bloccati di notte sulla falesia di Cumiana, salvati due arrampicatori
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Redazione Interno
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Un intervento di soccorso complesso, condotto in condizioni di scarsa visibilità, ha portato in salvo due arrampicatori rimasti intrappolati sulla parete di Cumiana, nel torinese, nella serata di sabato 27 dicembre. La procedura di discesa in corda doppia della coppia, che si trovava a tre tiri di lunghezza dal fondo della falesia, era stata interrotta bruscamente dall’incastro delle corde, lasciandoli in una posizione di stallo e di potenziale pericolo, considerata l’ora tarda e il rapido calo delle temperature. L’allarme, giunto alle centrali operative intorno alle 17.15, ha attivato immediatamente il dispositivo di emergenza che coinvolge, in simbiosi operativa, il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese e il Servizio Regionale di Elisoccorso gestito da Azienda Zero Piemonte.
La tempestività dell’intervento congiunto
Mentre le squadre di tecnici a terra venivano coordinate e dirette verso il sito dell’arrampicata, un fatto non comune ha caratterizzato la risposta dei soccorsi: l’elicottero dell’elisoccorso, fondamentale per le operazioni in quota su terreni impervi, si trovava in quel momento nella fase di riconfigurazione tecnica per l’operatività notturna, un passaggio delicato che non ha tuttavia impedito il suo rapido dispiegamento. La scelta di attivare sia il personale specializzato da terra che il mezzo aereo, nonostante l’imminente oscurità, ha dimostrato l’adattabilità e la prontezza dei soccorritori di fronte a un’emergenza che, prolungandosi, avrebbe potuto esporre i due a rischi maggiori, legati sia alla stanchezza che all’ipotermia.
Le dinamiche del salvataggio in notturna
L’operazione, che ha richiesto precisione millimetrica e un’ottima sincronia tra gli uomini a bordo dell’elicottero e quelli che risalivano la parete, si è risolta con l’estrazione in sicurezza dei due sportivi, i quali, sebbene spaventati dall’accaduto, non hanno riportato conseguenze fisiche di rilievo. Il successo del blitz notturno, uno dei tanti che costellano l’attività del Soccorso Alpino soprattutto nel periodo invernale, ha messo in luce ancora una volta quanto la preparazione tecnica e la conoscenza del territorio siano elementi imprescindibili per gestire situazioni dove il margine di errore è minimo. L’incidente, per quanto a lieto fine, serve a ricordare come la pratica dell’arrampicata, specialmente nelle ore che precedono il crepuscolo, richieda una valutazione meticolosa non solo delle proprie capacità, ma anche dell’affidabilità dell’attrezzatura e delle condizioni ambientali che possono mutare rapidamente.
Il valore di una risposta integrata
L’episodio di Cumiana, che si va ad aggiungere alle cronache dei salvataggi in montagna, sottolinea l’importanza di un sistema di soccorso regionale integrato, capace di mettere in campo risorse differenti e complementari in base alla specificità dell’evento. La sinergia tra il volontariato altamente specializzato del Soccorso Alpino e la componente aeronavale del servizio sanitario regionale rappresenta, infatti, un modello efficace per la gestione delle emergenze in ambienti impervi, dove la tempestività spesso si coniuga con la necessità di manovre tecniche complesse. La disponibilità dell’elisoccorso, perfino durante le fasi di riadattamento per le operazioni al buio, è stata in questo caso determinante per abbreviare i tempi di permanenza in parete dei due uomini, confermando come l’investimento in tali strutture e nella continua formazione degli operatori sia fondamentale per la sicurezza di chi frequenta la montagna in ogni stagione.
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