Napoli-Milan 1-0, il secondo posto è azzurro: Politano gela Allegri nel finale di una gara tattica
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Redazione Sport
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Non è stata certo una partita da incorniciare per la bellezza del gioco, eppure il Napoli di Antonio Conte ha centrato l’obiettivo che più gli premeva in questa fase della stagione. Al termine di una sfida ricca di duelli a centrocampo ma povera di emozioni sotto porta, gli azzurri hanno avuto la meglio sul Milan grazie a una zampata di Matteo Politano, subentrato nella ripresa e diventato l’uomo sorpasso a dieci minuti dal novantesimo. Il risultato, secco nell’1-0, proietta i partenopei al secondo posto in classifica, scavalcando proprio i rossoneri e portandosi a -7 dall’Inter capolista, che intanto ringrazia per il favore ricevuto dal campo del Maradona.
L’assenza pesante di Hojlund e l’emergenza offensiva che ha cambiato i piani di Conte
La vigilia, occorre ricordarlo, era stata funestata da una notizia capace di stravolgere gli equilibri tattici dell’incontro. Rasmus Hojlund, il centravanti titolare e punto di riferimento della manovra azzurra, ha dovuto alzare bandiera bianca a causa di un virus influenzale che lo ha colpito nella notte, costringendolo a saltare il big match. Per Antonio Conte si è trattato di un problema non da poco, considerando che l’altro attaccante di peso, Romelu Lukaku, è ancora fermo ai box e attualmente fuori dal progetto tecnico per le note frizioni emerse durante l’ultima sosta per le nazionali. Senza il suo bomber danese, quindi, e con le scelte che si sono ridotte all’osso, il tecnico leccese ha dovuto reinventare l’attacco, affidandosi inizialmente a Giovane, il brasiliano arrivato a gennaio, in un ruolo da falso nove che già era stato sperimentato in autunno sempre contro l’Inter.
Una gara tattica e bloccata, rossoneri privi dei titolari e azzurri alla ricerca di un lampo
Sul versante opposto, Massimiliano Allegri ha risposto con una formazione specularmente prudente, tenendo inizialmente in panchina i suoi due gioielli offensivi, Leao e Pulisic, a dimostrazione di come l’obiettivo primario per entrambi fosse quello di non concedere spazi. Ne è derivato un primo tempo, occorre dirlo, avaro di emozioni e persino di tiri nello specchio. Il Napoli, pur spinto dal fattore Maradona, ha faticato a trovare varchi in una difesa rossonera ben compatta, mentre il Milan si è limitato a qualche timido affondo senza mai impensierire veramente il portiere avversario. È stata una partita, insomma, giocata più nella testa che nei piedi, dove la paura di perdere ha spesso prevalso sulla voglia di vincere.
Politano, l’uomo della svolta: l’ingresso che rompe l’equilibrio e regala il sorpasso
La sterilità offensiva sembrava destinata a protrarsi fino al fischio finale, ma Antonio Conte ha deciso di cambiare le carte in tavola nel momento decisivo. L’inserimento di Politano al posto di Spinazzola si è rivelato decisivo: l’esterno, entrato con la giusta cattiveria agonistica, ha raccolto al volo un traversone dalla sinistra, trovando la deviazione giusta per battere Maignan e spedire il pallone in fondo al sacco. Un gol pesantissimo, quello del numero 21, che ha letteralmente gelato la panchina rossonera e scatenato la festa tra i cinquantamila del Maradona. Nel finale, il Milan ha provato a reagire d’orgoglio, gettando nella mischia i suoi attaccanti migliori, ma la difesa del Napoli ha retto bene l’urto, blindando un successo che vale doppio in chiave Champions League. Con questo risultato, infatti, il distacco dalla quinta in classifica si allarga, mettendo al sicuro il principale obiettivo stagionale.




