Palermo ricorda Borsellino, tra fiaccolate e parole d’impegno
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Redazione Interno
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Arianna Meloni, sorella della premier Giorgia, ha preso parte alla fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta uccisi nella strage di via D’Amelio, che oggi segna 33 anni. «Siamo qui, come ogni anno, per ricordare un esempio, gli eroi del nostro tempo», ha dichiarato all’Adnkronos, sottolineando il valore di una commemorazione che va oltre il ricordo e si traduce in un monito contro la criminalità organizzata.
Non solo i rappresentanti del governo, ma anche l’opposizione ha voluto essere presente. Elly Schlein, a Palermo, ha ribadito la necessità di «impedire che la mafia arrivi prima dello Stato», citando come prova della sua persistenza gli attentati incendiari e i beni confiscati in Calabria. «Ricordare Borsellino significa portare avanti l’impegno quotidiano», ha aggiunto, in un discorso che ha evitato toni celebrativi per puntare sull’azione concreta.
Tra i presenti, anche Salvatore Borsellino, fratello del magistrato, che ha confessato di aver «perso la speranza di sapere la verità», affidando però ai giovani la possibilità di continuare la battaglia. Un messaggio amaro, ma non rassegnato, che risuona in una giornata dove istituzioni e partiti hanno mostrato un fronte unito, almeno nelle intenzioni.
La fiaccolata, organizzata da Comunità 92 e Forum XIX Luglio, ha percorso le vie del centro, da piazza Vittorio Veneto fino a via D’Amelio, in un silenzio rotto solo dall’Inno di Mameli e dalla deposizione di una corona. Un rito che si ripete dal 1996, mentre i messaggi ufficiali – da Mattarella a Meloni, da La Russa a Fontana – confermano come la figura di Borsellino resti un simbolo trasversale, sebbene le divisioni politiche riemergano non appena si passa dalle parole ai fatti.




