Possibili resti di d’Artagnan ritrovati in una chiesa a Maastricht, l’attesa per il dna
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Redazione Esteri
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Il crollo del pavimento di una chiesa, un evento apparentemente banale accaduto lo scorso febbraio, ha riportato alla luce un mistero sepolto da oltre tre secoli e mezzo. A Maastricht, nei Paesi Bassi, durante i lavori di restauro nella chiesa di San Pietro e San Paolo, nel quartiere di Wolder, è emerso uno scheletro che potrebbe appartenere a Charles de Batz de Castelmore, conte di Artagnan, il celebre moschettiere reso immortale dalla penna di Alexandre Dumas. A darne notizia sono i media internazionali, con gli archeologi che hanno effettuato il ritrovamento, i quali si dicono cautamente ottimisti in attesa dei risultati delle analisi del Dna, attualmente in corso in un laboratorio di Monaco di Baviera.
A scoprire la sepoltura, come riportato da diverse testate, sono stati gli operai intenti a riparare il cedimento del pavimento, verificatosi proprio nella navata centrale dell’edificio. È stato a quel punto che, sotto le mattonelle, è affiorata una tomba: la salma era collocata esattamente nel punto in cui un tempo sorgeva l’altare. Il diacono Jos Valke, presente durante le operazioni, ha spiegato ai media locali, come riportato dall’emittente L1 Nieuws e successivamente dalla Bbc, che nel XVII secolo quello era un luogo riservato a sepolture di rango, destinate a membri della famiglia reale o a personalità di altissimo profilo. “Sotto l’altare, non poteva esserci luogo più sacro”, ha commentato Valke, sottolineando la singolarità della posizione.
A corroborare l’ipotesi che si tratti del celebre moschettiere francese non è solo il contesto sacro della sepoltura, ma anche il corredo trovato accanto allo scheletro e la corrispondenza con i resoconti storici della sua morte. Gli archeologi hanno rinvenuto una moneta francese coniata intorno al 1660 e, soprattutto, i resti di un proiettile di moschetto conficcati nella zona del torace. Le cronache dell’epoca, infatti, raccontano che d’Artagnan, capitano-tenente dei moschettieri del re Luigi XIV, il “Re Sole”, morì il 25 giugno 1673 durante l’assedio francese alla città olandese, colpito alla gola o al petto da un colpo d’archibugio. Il, data la calura estiva e l’impossibilità di un trasporto immediato fino a Parigi, venne sepolto frettolosamente nei pressi dell’accampamento militare, che gli storici collocano proprio a Wolder, dove sorge la chiesa in questione.
Il moschettiere tra storia e letteratura
La figura di d’Artagnan, pur essendo storicamente esistita, vive ormai da quasi due secoli nell’immaginario collettivo più come personaggio letterario che come soldato. A renderlo celebre fu infatti il romanzo I tre moschettieri, pubblicato nel 1844 da Alexandre Dumas, che lo ritrasse come il giovane e impetuoso guascone, quarto membro dell’inseparabile trio composto da Athos, Porthos e Aramis. Sebbene Dumas si fosse ispirato a memorie semi-finzionali del XVIII secolo, la sua opera ha finito per sovrapporsi alla realtà, trasformando il fedele servitore del re in un simbolo di coraggio e spavalderia. La storica francese Odile Bordaz, come ricordato da alcuni media tra cui Il Messaggero e DutchNews, aveva già ipotizzato nel 2008 che il luogo della sepoltura dovesse trovarsi proprio lì, a Maastricht, nella chiesa adiacente all’accampamento francese, ipotesi che oggi potrebbe trovare clamorosa conferma.
L’indagine scientifica e il silenzio del laboratorio
L’archeologo Wim Dijkman, che ha seguito il rinvenimento, ha spiegato alla Cnn di attendere con fiducia i risultati scientifici, pur mantenendo la necessaria prudenza. “Sono uno scienziato, voglio essere il più sicuro possibile”, ha dichiarato, sottolineando che le indagini in corso sono “di alto livello”. I campioni di Dna sono stati prelevati dai denti dello scheletro il 13 marzo scorso e sono stati inviati in Germania, dove verranno confrontati con quelli di un discendente vivente della famiglia De Batz, al fine di stabilire una corrispondenza certa. Nel frattempo, lo scheletro è stato trasferito in un istituto archeologico nella città olandese di Deventer per ulteriori analisi, come la datazione e la valutazione della provenienza geografica tramite l’analisi dello stronzio.
Una scoperta che richiama l’attenzione internazionale
La notizia, rimbalzata da testate autorevoli come la tedesca Tagesschau e l’emittente pubblica belga Vrt, ha già acceso i riflettori sulla città di Maastricht, dove da tempo una statua celebra il leggendario moschettiere come simbolo di valore. Per l’archeologo Dijkman, che ha dichiarato di occuparsi della ricerca della tomba di d’Artagnan da ben 28 anni, questo ritrovamento rappresenta potenzialmente il culmine di una carriera. Le autorità locali hanno comunque provveduto a mettere in sicurezza la chiesa con un sistema di allarme, a testimonianza del valore storico attribuito al sito in attesa del responso definitivo del Dna, che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.




