Khamenei riappare in video: "Schiaffo agli Usa", mentre Teheran e Washington continuano a negare la realtà

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La propaganda, si sa, è compagna di ogni conflitto, antica quanto la guerra stessa. Eppure, anche in un’epoca in cui la disinformazione viene smascherata in tempo reale, le parole continuano a essere strumenti potenti, usate per plasmare percezioni, minimizzare sconfitte o esaltare vittorie inesistenti. L’ultimo esempio arriva dall’Iran, dove la Guida suprema Ali Khamenei, dopo giorni di assenza, è riemerso in un videomessaggio trasmesso dalla televisione di Stato, affermando che Teheran ha “sferrato un duro schiaffo in faccia agli Usa” durante il recente conflitto con Israele.

Khamenei, la cui ultima apparizione pubblica risaliva al 19 giugno, ha parlato con voce roca, scandendo frasi cariche di retorica. “Il regime sionista è quasi crollato sotto i nostri colpi”, ha dichiarato, sostenendo che gli Stati Uniti siano intervenuti solo per evitare la “distruzione totale” di Israele. Un’affermazione che stride con le valutazioni indipendenti, secondo cui l’Iran ha subito danni significativi ai suoi impianti nucleari, tanto che il direttore dell’Aiea, Rafael Grossi, ha confermato che diverse centrifughe sono ormai fuori uso.

Dall’altra parte dell’Atlantico, la Casa Bianca ha ribadito che l’Iran era “a un passo dalla bomba”, insistendo sul successo delle operazioni militari condotte insieme a Israele. Ma se Washington e Teheran si accusano reciprocamente di mentire, è Netanyahu a provare a sfruttare la situazione, parlando di “opportunità per espandere gli accordi di pace” nella regione. Un tentativo di riposizionamento politico che, però, non cancella le tensioni ancora vive.

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