Swiatek e il caso doping, la WADA non fa ricorso

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La WADA, l'Agenzia mondiale antidoping, ha deciso di non presentare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna nel caso che ha coinvolto la tennista polacca Iga Swiatek. La numero 2 del mondo era stata trovata positiva alla trimetazidina (TMZ), una sostanza proibita, lo scorso agosto. Dopo un'indagine condotta dall'International Tennis Integrity Association (ITIA), Swiatek aveva accettato una sospensione di un mese dal circuito.

La decisione della WADA di non impugnare la sentenza è stata motivata dalla plausibilità della spiegazione fornita dalla giocatrice. Swiatek, che ha recentemente travolto in due set la tedesca Eva Lys agli Australian Open, qualificandosi per i quarti di finale, ha espresso soddisfazione per la conclusione del caso, dichiarando di voler ora concentrarsi esclusivamente sul suo percorso sportivo.

La trimetazidina, utilizzata nel trattamento di problemi cardiaci, era già stata al centro di altri casi di doping, come quello di 23 nuotatori cinesi che non avevano subito squalifiche. La sospensione di Swiatek, durata un mese, è stata accettata dalla tennista senza ulteriori contestazioni, permettendole di tornare rapidamente alle competizioni.

La decisione della WADA di non fare ricorso ha suscitato diverse reazioni nel mondo del tennis, ma l'agenzia ha ribadito che la spiegazione fornita da Swiatek è stata ritenuta credibile.

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