Jannik Sinner e il caso doping. La Wada ancora in tempo per il ricorso
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Redazione Sport
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Il caso di Jannik Sinner, il giovane tennista altoatesino, continua a far discutere. Nonostante la recente vittoria agli US Open, il 23enne si trova ancora sotto la lente d'ingrandimento della Wada (Agenzia Mondiale Antidoping). La questione riguarda le tracce di Clostebol, una sostanza proibita, trovate nelle urine di Sinner durante un controllo antidoping effettuato a Indian Wells il 10 marzo e in un altro test la settimana successiva.
L'Itia (International Tennis Integrity Agency) ha assolto Sinner, ritenendo che l'assunzione del Clostebol sia stata accidentale. Tuttavia, la Wada ha richiesto i fascicoli completi del caso e ha 21 giorni di tempo per presentare un eventuale ricorso al Tas (Tribunale Arbitrale dello Sport) di Losanna. La decisione della Wada è attesa entro la fine di settembre.
Il Clostebol è uno steroide anabolizzante che può essere presente in alcuni farmaci per uso topico. La difesa di Sinner ha sostenuto che la presenza della sostanza nel suo organismo sia dovuta all'uso accidentale di una crema contenente Clostebol. L'Itia ha accettato questa spiegazione, ma la Wada potrebbe non essere dello stesso avviso.
Il caso Sinner solleva questioni importanti riguardo alla gestione dei controlli antidoping e alla trasparenza delle decisioni prese dalle autorità competenti.




