Sinner e il caso Clostebol. La Wada non farà ricorso, ma il caso non è chiuso
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Redazione Sport
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La vicenda di Jannik Sinner e il caso Clostebol continua a tenere banco nel mondo del tennis. Nonostante l'assoluzione da parte della Itia (International Tennis Integrity Agency), la Wada (Agenzia mondiale antidoping) ha deciso di non fare ricorso, ma il caso non è ancora chiuso. La Wada ha infatti dichiarato che acquisirà più documentazione possibile per evitare che il caso del campione italiano apra la strada a chi si dopa davvero con i testosteronici.
Il Clostebol è uno steroide anabolizzante che, sebbene meno potente di altri, è comunque vietato dalle normative antidoping. La presenza di questa sostanza nel corpo di Sinner ha sollevato molte domande e preoccupazioni. Tuttavia, l'Itia ha ritenuto che non vi fossero prove sufficienti per squalificare il tennista altoatesino, permettendogli così di continuare a competere.
La decisione della Wada di non fare ricorso è stata accolta con sollievo da molti, ma l'agenzia ha chiarito che continuerà a monitorare la situazione. La Wada ha ancora tempo per un eventuale ricorso al Tas di Losanna, con una scadenza compresa tra il 23 e il 30 settembre. Se la Wada decidesse di fare ricorso, si aprirebbe un procedimento di arbitrato davanti al Tas, che si dovrebbe concludere entro 3-5 mesi.
Nel frattempo, Sinner continua a concentrarsi sulla sua carriera. Dopo il trionfo agli US Open, è atteso in Italia per sostenere gli azzurri impegnati in Coppa Davis a Bologna




