Mikaela Shiffrin domina lo slalom, Lara Della Mea annuncia il futuro azzurro
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Redazione Sport
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Mikaela Shiffrin, che ormai naviga in un territorio statisticamente sconosciuto alle altre atlete, ha centrato la sua quarta vittoria consecutiva in altrettanti slalom dall'avvio della Coppa del Mondo 2025/2026, imponendo, anche nella seconda manche di Courchevel, distacchi che confermano la sua solitudine agonistica. La statunitense, con questo successo, ha aggiornato ulteriormente il suo personale libro dei record, avvicinandosi a quota centosette vittorie in carriera, in una prova di forza che, analizzata nei dettagli tecnici, mostra una perfezione esecutiva pressoché irraggiungibile. I suoi passaggi tra i pali, definiti da molti come "chirurgici", lasciano poco spazio alla competizione, ponendo interrogativi non sulla sua supremazia, ma sulla possibilità che qualcuna riesca, in futuro, a stabilire un dialogo almeno sulla pista.
Il percorso di Lara Della Mea, tra attese e conferme
Se da un lato il quadro della specialità è dominato incontrastato dalla Shiffrin, dall'altro l'Italia può finalmente guardare a un futuro prossimo con un ottimismo concreto, grazie alla progressiva ascesa di Lara Della Mea. La sciatrice azzurra, la cui carriera è stata segnata da intoppi e interruzioni che ne avevano rallentato il naturale sviluppo, sta ora dimostrando tutta la sua qualità, confermando in gara le attese create dal suo ricco palmares giovanile. La sua ultima prestazione a Courchevel, un'altra rimonta di qualità che l'ha portata a sfiorare il podio, si inserisce in un trend positivo iniziato con le prime top ten in gigante in Canada e consolidatosi rapidamente. Molti osservatori, infatti, indicano come punto di svolta un gigante disputato a Lienz due anni fa, momento da cui è partita una crescita costante, sebbene tardiva rispetto alle previsioni iniziali.
Una sciatrice completa per le discipline tecniche
La caratteristica più significativa del momento di forma della Della Mea risiede nella sua versatilità, che la sta portando a distinguersi come la miglior slalomgigantista del movimento azzurro, capace cioè di lottare per posizioni di rilievo sia nello slalom speciale che nel gigante. Questa duplice attitudine, emersa chiaramente nonostante un passato forse troppo incentrato sulla disciplina più tecnica e veloce, rappresenta un valore inestimabile per una squadra che, dopo il ritiro delle grandi veterane, necessitava con urgenza di una leader. Il suo approdo nell'élite, quindi, non è solo una personale conquista ma assume il significato più ampio di una risposta competitiva per l'intero sci italiano femminile.
Il presente è già storia, il domani si colora d'azzurro
La narrazione dello slalom femminile, in questo scorcio di stagione, si biforca così in due direzioni parallele e ugualmente affascinanti. Da una parte prosegue, senza intoppi, la costruzione di un legato sportivo destinato a rimanere nella storia, opera di una campionessa la cui insaziabile voglia di vincere sembra rinnovarsi a ogni gara. Dall'altra, si delinea la promessa di una nuova protagonista, la cui progressione, passo dopo passo, sta colmando un vuoto e portando nuovi colori nelle discipline tecniche. Il meglio, per l'azzurra, deve probabilmente ancora venire, ma il percorso intrapreso indica chiaramente che la sua presenza tra le prime della classe non sarà un episodio isolato, bensì la base per sfide ancora più ambiziose.




