Torino-Milan, l’esordio è già un rebus: pari senza reti tra Amorim e Abate
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Redazione Sport
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È un pareggio che sa già di esame, un 0-0 che non racconta tutto ma nemmeno nasconde le difficoltà iniziali. La prima giornata di Serie A 2026-27 si chiude con un Torino-Milan che prometteva scintille e invece ha consegnato più studio che spettacolo, più tattica che istinto. Allo Stadio Olimpico Grande Torino, il fischio finale sancisce un risultato che lascia l'amaro in bocca a chi si aspettava il colpo del nuovo corso, ma conferma anche la solidità di un Torino che ha saputo tenere botta nonostante il predominio territoriale dei rossoneri.
La partita, arbitrata da Zufferli con assistenza di Bercigli e Zingarelli, ha visto i due giovani tecnici, Ignazio Abate e Ruben Amorim, misurarsi per la prima volta con la panchina in Serie A, e il verdetto, per ora, è di quelli che impongono riflessioni più che entusiasmi.
Un primo tempo di studio e qualche brivido
Il primo quarto d'ora della sfida ha rispecchiato fedelmente il copione delle prime uscite stagionali: le due squadre si sono studiate a lungo, cercando di limare gli errori e di non scoprirsi. Il Milan di Amorim ha subito mostrato di voler tenere il pallino del gioco, come del resto dichiarato dal tecnico portoghese alla vigilia, cercando di costruire dal basso e di sviluppare trame di gioco sulle fasce.
La scelta di schierare Chukwueze a destra e Estupinan a sinistra ha dato mobilità, ma la manovra rossonera ha spesso sfruttato con maggiore efficacia la corsia destra, mettendo in difficoltà la retroguardia granata. Il Torino, dal canto suo, ha risposto con un 3-4-2-1 speculare, mostrando coraggio nell'impostazione e una pressione alta che ha creato qualche grattacapo alla difesa del Milan nei primi minuti. La prima vera occasione, però, è stata per i rossoneri: al 2', un cross rasoterra di Loftus-Cheek ha trovato Cissè sul secondo palo, il quale ha calciato a lato, sprecando un'ottima chance.
Poco dopo, un destro di Goncalo Ramos è stato murato da Ismajli, segno che il Milan premeva ma senza la necessaria precisione.
Il ritmo, dopo un avvio sprint, si è poi gradualmente abbassato, con il Milan che ha preso possesso della metacampo avversaria e il Torino che si è chiuso bene, compattando le linee e rendendo difficile ogni tentativo di infiltrazione. Il possesso palla parlava chiaro: i rossoneri toccavano il 78% del pallone, ma la manovra era spesso sterile, lenta e prevedibile, andando a infrangersi contro il muro eretto da Abate.
La migliore occasione del primo tempo è arrivata al 30', quando Chukwueze, dopo aver accelerato sulla destra e essersi accentrato, ha concluso con un tiro-cross che ha richiesto un intervento prodigioso del portiere granata Mascardi, schierato titolare come anticipato alla vigilia. È stato il lampo più nitido di una frazione che ha visto il Milan dominare in termini di possesso ma faticare enormemente a tradurre in pericoli concreti la propria supremazia territoriale, con il Torino bravo a gestire l'agonismo e a non concedere spazi.
Le scelte di Amorim e Abate: rivoluzione a centrocampo e gioventù
Le formazioni ufficiali hanno già dipinto il quadro delle ambizioni e dei dubbi dei due allenatori. Ruben Amorim, arrivato sulla panchina rossonera dopo l'esperienza al Manchester United e con un contratto che secondo le prime indiscrezioni sarebbe biennale, ha operato una scelta coraggiosa a centrocampo. L'esclusione dal primo minuto di Luka Modric e Adrien Rabiot, sacrificati in panchina a causa di un ritardo nella preparazione atletica, ha spiazzato molti osservatori.
Il tecnico portoghese ha preferito affidarsi a Jashari e Musah come mediani, cercando probabilmente maggiore dinamismo e freschezza, mentre in attacco il riferimento è stato il neoacquisto Goncalo Ramos, supportato da Loftus-Cheek e Cissè. Tra i nuovi, anche Gila ha trovato subito spazio in difesa, completando un reparto che ha visto Pavlovic e De Winter al suo fianco.
Dall'altra parte, Ignazio Abate ha confermato le scelte annunciate nei giorni scorsi, schierando il giovane Mascardi tra i pali e affidandosi a un trio difensivo composto da Comuzzo, Ismajli e Coco. Il tecnico ex Juve Stabia, ex giocatore del Milan per oltre un decennio, ha rispettato il modulo 3-4-2-1 su cui ha lavorato in ritiro. Le fasce sono state affidate a Pedersen e all'esordiente assoluto Cacciamani, classe 2007, mentre in mezzo al campo Gineitis e Fitz-Jim hanno garantito copertura e qualche spunto.
Il faro della manovra è stato Vlasic, affiancato da Casadei alle spalle dell'unica punta Simeone. La scelta di affidarsi a tanti giovani, come aveva sottolineato lo stesso Abate alla vigilia, è una dichiarazione di intenti chiara: il Torino punta su un progetto che dà spazio ai talenti italiani, con l'obiettivo di costruire una squadra solida e dal futuro promettente.
Possesso sterile e difesa granata: la cronaca di un pareggio
La seconda frazione di gioco non si discosta molto dalla prima per intensità ed emozioni, sebbene il Milan abbia continuato a spingere alla ricerca del vantaggio. La partita è rimasta bloccata su un equilibrio precario, con i rossoneri che non riuscivano a trovare la chiave per aprire la difesa granata. La palla circolava, ma le iniziative si spegnevano spesso sul più bello, complice la buona organizzazione difensiva del Torino e una certa lentezza nella manovra del Milan.
Gli inserimenti di Cissè e Loftus-Cheek non sono riusciti a creare i varchi sperati, mentre Chukwueze, pur dimostrando buona vivacità, è stato spesso raddoppiato e costretto a rifugiarsi su conclusioni dalla distanza o cross non sempre precisi. I due nuovi acquisti del Milan, Gila e Goncalo Ramos, hanno mostrato lampi del loro potenziale ma anche la comprensibile necessità di affinare gli automatismi con i nuovi compagni.
Dal canto suo, il Torino ha saputo soffrire, come richiesto da Abate, e ha chiuso con intelligenza gli spazi, limitando al minimo le occasioni nette per i rossoneri. La squadra granata ha mostrato una buona struttura e una mentalità difensiva che potrebbe rivelarsi un'arma preziosa per la stagione. A mancare, forse, è stata la capacità di ripartire in velocità e di sfruttare le praterie che il Milan lasciava pericolosamente scoperti quando spingeva.
La fase di studio, alla fine, ha prevalso sull'istinto, e il risultato di 0-0 riflette la sostanziale parità di valori in campo, almeno in questa prima uscita. La partita, visibile in televisione su DAZN e in co-esclusiva sui canali Sky, non ha certo regalato le emozioni della vigilia, consegnando a entrambi gli allenatori un punto che per i rispettivi esordi in Serie A può andare stretto al Milan per l'approccio offensivo, ma che il Torino accoglie come un buon biglietto da visita.
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