Aggressione omofoba in Sardegna, Angelo Ratti racconta il pestaggio
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Redazione Interno
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L’aggressione omofoba in Sardegna ai danni di Angelo Ratti si è verificata nelle prime ore del 14 agosto, al termine di una serata al bar Kando di Porto Istana, vicino Olbia. Il dj milanese di 39 anni, organizzatore del collettivo queer “Biscotto della fortuna”, è stato accerchiato e picchiato mentre stava smontando l’attrezzatura dopo il concerto. L’attacco, accompagnato da insulti omofobi, ha coinvolto un gruppo di circa trenta ragazzi, tra cui molti minorenni, e ha portato Ratti in ospedale per traumi fisici e lesioni.
Il racconto di Angelo Ratti dopo il pestaggio a Porto Istana
Angelo Ratti ha raccontato di aver sentito i colpi ricevuti come un tamburo sul corpo e di aver temuto di morire, spiegando però che durante quei momenti la sensazione prevalente era una profonda rabbia. Secondo il suo racconto, non ha pensato subito alla possibilità di perdere la vita, ma ha reagito rivendicando il diritto di essere una persona libera di fare ed essere ciò che voleva senza vergognarsi davanti agli aggressori. Ha spiegato di aver gridato i propri diritti di essere umano, con le braccia alzate, affermando di non voler rispondere alla violenza con altri gesti violenti, prima che la situazione degenerasse.
La violenza è avvenuta dopo una serata organizzata con il collettivo queer “Biscotto della fortuna”, durante la quale Ratti si trovava a Porto Istana per suonare come dj. Il racconto della vittima descrive un momento in cui, mentre prendeva da terra una scatola durante le operazioni di smontaggio, sarebbe stato avvicinato da un ragazzo che gli avrebbe rivolto un insulto e intimato di andarsene. Da quel momento, secondo quanto riportato, l’aggressione è proseguita con il pestaggio da parte del gruppo presente.
L’aggressione vicino Olbia e le conseguenze fisiche
L’episodio avvenuto nei pressi di Olbia ha trasformato una serata musicale in una violenta aggressione ai danni di Ratti e di alcuni suoi amici. La vittima ha riportato conseguenze fisiche che hanno richiesto il ricovero e le cure ospedaliere dopo il pestaggio. Il caso ha riportato l’attenzione sulla violenza omofoba e sugli episodi di odio legati all’orientamento sessuale, a partire dalla denuncia dell’aggressione subita durante una serata queer.
Il pestaggio di Porto Istana è stato raccontato da Angelo Ratti come un episodio in cui agli insulti si è aggiunta la violenza fisica. L’aggressione è avvenuta in un luogo dove poco prima si era concluso un concerto e dove il collettivo queer aveva organizzato la serata. La vicenda ruota intorno al racconto della vittima e alle conseguenze riportate dopo l’attacco, con il dj che ha parlato anche dell’affetto ricevuto dopo quanto accaduto.
Il dibattito sui reati d’odio dopo il caso di Olbia
L’aggressione subita da Angelo Ratti ha riacceso l’attenzione sulla tutela delle persone omosessuali e sul quadro delle norme contro i reati d’odio in Italia. Il caso viene collegato alla discussione sulla mancanza di leggi specifiche a tutela degli omosessuali contro l’omotransfobia. La vicenda di Porto Istana porta quindi al centro il tema della violenza accompagnata da insulti omofobi e delle protezioni previste per chi subisce episodi di questo tipo.
Nel racconto successivo al pestaggio, Angelo Ratti ha sottolineato di essere grato per il tanto affetto ricevuto dopo l’aggressione. Le sue parole descrivono il passaggio dalla paura e dalla rabbia vissute durante l’attacco alla risposta arrivata dopo l’episodio. L’aggressione omofoba in Sardegna resta legata al racconto di una notte iniziata con una serata musicale e terminata con un intervento ospedaliero dopo la violenza subita.
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