Raid russi a Balakliya e attacchi ucraini alle raffinerie: tre morti nella regione di Kharkiv

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un nuovo, pesante bombardamento russo ha colpito la città di Balakliya, nella regione di Kharkiv, causando la morte di tre persone. Il capo dell'Amministrazione militare locale, Vitalii Karabanov, ha reso noto che il primo attacco ha centrato un edificio residenziale privato, uccidendo una donna, mentre un secondo raid nei pressi di un'altra abitazione ha provocato altre due vittime, un uomo e una donna. Sul posto, i soccorritori stanno operando per rimuovere le macerie e mettere in sicurezza l'area colpita dagli incendi.

La risposta ucraina: attacchi a lungo raggio contro le infrastrutture energetiche russe

La reazione di Kiev non si è fatta attendere e, nella notte, le Forze di difesa ucraine hanno messo a segno una serie di attacchi mirati con droni a lungo raggio contro due importanti raffinerie situate in territorio russo. Il presidente Volodymyr Zelensky, intervenuto su Telegram, ha confermato le operazioni dichiarando che sono stati colpiti obiettivi a oltre 1.300 chilometri dalla linea del fronte, con l'obiettivo dichiarato di limitare i proventi petroliferi con cui Mosca finanzia lo sforzo bellico.

Le raffinerie colpite e l'impatto sulle operazioni nemiche

Uno degli attacchi più significativi ha interessato la raffineria Slavneft-Yanos, situata nella regione di Yaroslavl, a circa 700 chilometri dal confine ucraino, classificata come una delle cinque più grandi della Russia. Secondo quanto riportato dai canali di monitoraggio locali, l'impianto è stato avvolto da un vasto incendio, visibile anche attraverso le immagini condivise dai residenti della città.

Il secondo attacco ha preso di mira l'impianto Bashneft-Novoyl, situato in Baschiria, un'ulteriore dimostrazione della crescente capacità operativa ucraina in profondità nel territorio nemico. Questi raid, che rappresentano un'estensione della campagna di "sanzioni a lungo raggio" voluta da Zelensky, giungono in un contesto di forte pressione militare, aggravando le difficoltà nel settore energetico russo e costringendo diverse raffinerie a ridurre o sospendere la produzione.

Mosca annuncia l'abbattimento di droni e colpisce navi nel Mar Nero

Le autorità russe hanno dichiarato di aver intercettato e abbattuto 605 droni ucraini durante la notte, in un'operazione che ha coinvolto una ventina di regioni e la penisola di Crimea. Sul fronte del Mar Nero, il ministero della Difesa di Mosca ha rivendicato di aver colpito due navi mercantili nei pressi del porto di Odessa, accusate di trasportare materiale militare destinato all'esercito ucraino.

In un messaggio pubblicato su X, il presidente Zelensky ha ribadito che le operazioni in mare hanno avuto successo, rivendicando la distruzione di due pattugliatori militari e di imbarcazioni della flotta ombra russa, dimostrando una strategia articolata che mira a colpire le linee di rifornimento e le fonti di reddito dell'aggressore anche in ambito navale.

Cambiamenti ai vertici dell'esercito ucraino

In un contesto di rinnovata intensità del conflitto, il quadro istituzionale delle Forze Armate ucraine si arricchisce di una nuova figura chiave. Il generale di brigata Serhiy Sobko, attuale capo di Stato maggiore dell'11mo Corpo d'armata, sarà nominato vice comandante in capo delle Forze armate, affiancando Mykhailo Drapatyi. Secondo quanto riportato da fonti a Ukrainska Pravda, Sobko è già stato trasferito allo Stato Maggiore Generale ed è in attesa della definizione ufficiale dei suoi nuovi incarichi.

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