New York, Mamdani vince le primarie democratiche: la sinistra socialista sogna la "mela"
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Redazione Esteri
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Zohran Mamdani, candidato del movimento socialista, ha strappato la vittoria nelle primarie democratiche per la corsa a sindaco di New York, lasciandosi alle spalle l’establishment del partito e accendendo un dibattito sul futuro della sinistra statunitense. Bhaskar Sunkara, fondatore della rivista Jacobin e figura di spicco nei Democratic Socialists of America (Dsa), non ha esitato a definire la vittoria una "sconfitta per i dem moderati", aggiungendo che "ora serve un po’ di populismo". Trentacinquenne, con un passato nel nuovo socialismo americano, Sunkara incarna quell’ala radicale che vede in Mamdani un possibile punto di svolta.
La campagna del neoeletto, ribattezzato "Zorro" da alcuni residenti di Brooklyn che faticano a pronunciare il suo nome, ha puntato su temi popolari: lotta alla povertà, diritti dei lavoratori, welfare espanso. Letitia James, procuratrice generale di New York, lo ha presentato all’evento finale con un tono quasi epico, sottolineando come "finalmente le esigenze di chi lavora siano al centro". Un messaggio che ha attecchito, complici le diseguaglianze cresciute negli ultimi anni in una città dove il costo della vita schizza alle stelle.
Ma la partita non è chiusa. Andrew Cuomo, ex governatore uscito di scena tra scandali e inchieste, sembra non voler abbandonare del tutto l’arena politica. Fonti vicine alla Cnn riportano che non ritirerà la sua candidatura entro il termine previsto, lasciandosi aperta la possibilità di correre come indipendente a novembre. Un calcolo rischioso: Cuomo punta su un elettorato diverso da quello delle primarie, ma dovrà fare i conti con un avversario che ha già dimostrato di saper mobilitare consensi.




