Zohran Mamdani vince le primarie democratiche a New York tra le minacce di Trump
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Redazione Esteri
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Zohran Mamdani, trentatreenne socialista nato in Uganda e cresciuto nel Queens, ha strappato la vittoria alle primarie democratiche per la corsa a sindaco di New York, superando con un margine di dodici punti l’ex governatore Andrew Cuomo, che pure aveva investito venticinque milioni di dollari nella campagna. Il risultato, ufficializzato solo dopo giorni di scrutinio, rappresenta una delle più clamorose sorprese elettorali degli ultimi anni nella città, dove Mamdani – sostenuto dal movimento progressista – ha costruito il suo successo puntando su temi come i diritti dei lavoratori, la giustizia sociale e la difesa degli immigrati.
La sua ascesa, tuttavia, non è passata inosservata alla Casa Bianca. Donald Trump, rispondendo ai giornalisti in Florida, ha minacciato di far arrestare Mamdani qualora, una volta eletto, cercasse di ostacolare le operazioni dell’Ice contro gli immigrati irregolari. «Allora dovremo arrestarlo», ha dichiarato il presidente, riferendosi alle dichiarazioni del candidato, che aveva promesso di usare i poteri del Comune per proteggere i clandestini dalle deportazioni. Ma le reazioni non si sono fermate qui: secondo indiscrezioni, l’amministrazione starebbe valutando persino la revoca della cittadinanza statunitense a Mamdani, dopo che il deputato repubblicano Andy Ogles lo ha accusato di aver «nascosto il sostegno al terrorismo» durante il processo di naturalizzazione




