The Witcher IV: la tech demo divide gli esperti, ma CD Projekt promette "qualcosa di speciale"
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Quando CD Projekt RED ha scelto lo State of Unreal di Epic Games per svelare la tech demo di The Witcher IV, pochi si aspettavano che quel breve filmato avrebbe scatenato un dibattito così acceso. Le immagini, che mostravano foreste sterminate rese con una densità senza precedenti grazie alla tecnologia Nanite, hanno lasciato molti a chiedersi se ciò che vedevano fosse davvero eseguibile su una PlayStation 5 standard. Digital Foundry, noto per le sue analisi tecniche approfondite, ha provato a fare chiarezza: secondo Alex Battaglia, le prestazioni mostrate sono autentiche, anche se ottimizzate per la dimostrazione.
Nonostante lo scetticismo iniziale, il team di sviluppo ha ribadito che il gioco, ancora in fase pre-produzione, punta a sfruttare al massimo le potenzialità di Unreal Engine 5.6. "È qualcosa di speciale", ha dichiarato Marcin Momot, global community director di CD Projekt RED, senza però aggiungere dettagli su una possibile data di uscita. Quel che è certo è che la demo, seppur non rappresentativa del prodotto finale, ha offerto uno sguardo su un mondo più vasto e dettagliato che mai, con un sistema di illuminazione e vegetazione che sembra superare persino gli standard di The Witcher 3: Wild Hunt.
La domanda che ora divide gli appassionati, però, è un’altra: in che direzione evolverà il gameplay? Negli ultimi anni, il genere degli action RPG ha visto due approcci distinti emergere come punti di riferimento. Da un lato Baldur’s Gate 3, con la sua struttura narrativa ramificata e il combat a turni; dall’altro Kingdom Come: Deliverance, che ha puntato tutto sul realismo e su un sistema di combattimento più fisico. E mentre alcuni sperano in un’evoluzione verso quest’ultimo stile, altri temono che CD Projekt possa abbandonare le meccaniche che hanno reso celebre la serie.




