The Witcher 4: la tech demo svela il potenziale del gioco, ma il gameplay resta un mistero
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Redazione Scienza e Tecnologia
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CD Projekt RED ha scelto lo State of Unreal 2025 per mostrare, dopo mesi di silenzio, una tech demo di The Witcher 4 che lascia intravedere le ambizioni del titolo. Realizzata con Unreal Engine 5 e catturata su PlayStation 5 a 60 fotogrammi al secondo, la demo – sebbene non rappresentativa del prodotto finale – offre un’anteprima di ciò che i fan potranno aspettarsi nel 2027, data di uscita prevista.
La presentazione, più corposa del previsto, ha incluso non solo un trailer cinematografico ma anche una sequenza di gameplay che ha messo in luce le capacità tecniche del motore grafico. Gli effetti visivi, resi ancor più immersivi dal ray tracing, hanno dimostrato un salto qualitativo rispetto al predecessore, The Witcher 3, seppur con le inevitabili differenze tra una dimostrazione tecnica e un gioco completo.
Tra gli elementi che hanno acceso il dibattito tra gli appassionati c’è l’aspetto di Ciri, protagonista – o quantomeno co-protagonista – del nuovo capitolo. Se nel trailer di annuncio il suo design aveva diviso i fan, la tech demo sembra aver riportato il personaggio più vicino all’iconografia del terzo capitolo, scelta che potrebbe placare le critiche iniziali. Resta da vedere se questa versione sarà quella definitiva o se lo studio polacco opterà per ulteriori revisioni.
Quel che è certo è che The Witcher 4 si propone come un titolo next-gen a tutti gli effetti, sfruttando le potenzialità di Unreal Engine 5 per offrire ambienti dettagliati, illuminazione realistica e animazioni fluide. La demo, seppur breve, ha mostrato un frammento di esplorazione in un mondo aperto che promette di essere vasto e ricco di interazioni, anche se al momento non sono state rivelate meccaniche di gioco innovative rispetto alla serie precedente.




