Notte di fuoco su Kiev: nuovo attacco russo con droni, evacuazioni e feriti nella regione di Odessa
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Redazione Esteri
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Altre esplosioni hanno squarciato il cielo di Kiev nella notte tra venerdì e sabato, mentre le sirene antiaeree tornavano a risuonare nella capitale ucraina per la seconda notte consecutiva. Le forze russe hanno infatti lanciato un nuovo attacco con droni, provocando un vasto incendio e una serie di deflagrazioni in un deposito di esplosivi situato alla periferia della città, nella zona di Myla, con un bilancio che parla di almeno sei feriti e oltre duecento persone evacuate, tra cui diversi bambini.
Un'offensiva che si inserisce in una fase particolarmente intensa del conflitto, come confermano anche i raid registrati nella regione di Odessa e gli scontri a fuoco che proseguono senza sosta ormai da più di mille e seicento giorni.
L'assalto alla capitale e le evacuazioni di massa
Secondo le informazioni diffuse dall'aeronautica militare ucraina e riprese dall'agenzia Rbc, l'allarme è scattato nella tarda serata di venerdì quando è stata rilevata la minaccia di un drone in avvicinamento sulla città. Le esplosioni, udite in diversi quartieri, sono state conseguenza dell'impatto dei velivoli contro un deposito di materiale esplosivo, innescando un rogo di vaste proporzioni e costringendo le autorità locali a disporre l'evacuazione di oltre duecento residenti.
Sempre secondo i resoconti ufficiali, sei persone sono rimaste ferite e una settima persona è stata colpita nel distretto di Boryspil, a testimonianza di come l'ondata di attacchi abbia interessato un'area più ampia della regione di Kiev, già bersagliata nei giorni precedenti.
La risposta russa e il bilancio degli ultimi raid
Le ostilità non si sono limitate alla capitale, ma hanno investito anche altre zone strategiche del paese: nella regione di Odessa, e più precisamente nel distretto di Izmail, le forze russe hanno condotto un attacco combinato con missili e droni, provocando almeno una vittima, diversi feriti e ingenti danni alle infrastrutture di trasporto, elemento cruciale per la logistica ucraina. Nella serata di venerdì, inoltre, erano state colpite infrastrutture alimentari a Zaporizhzhia, segno di una strategia che mira a indebolire le capacità produttive e di approvvigionamento del paese.
Le autorità di Kiev, dal canto loro, hanno ribadito l'obiettivo di incrementare la produzione nazionale di droni per rispondere alla minaccia, mentre le forze di Mosca continuerebbero a subire perdite significative sul campo, con un saldo mensile negativo che inciderebbe sulla capacità di reclutamento.
Attacchi incrociati e strategie militari
Il conflitto, ormai giunto al suo milleseicentoquarantottesimo giorno, continua dunque a essere caratterizzato da una violenza speculare, con gli attacchi russi che si susseguono notte dopo notte e le difese aeree ucraine costantemente in allerta.
Le operazioni militari di Mosca si concentrano sul logoramento delle infrastrutture civili e militari, utilizzando un mix di droni e missili balistici per mettere a dura prova i sistemi di difesa, mentre l'Ucraina cerca di rispondere colpendo obiettivi in profondità all'interno del territorio russo, come dimostra il raid ucraino che ha danneggiato un magazzino nella regione di Rostov.
La situazione rimane estremamente fluida e la tensione altissima, con le autorità ucraine che hanno confermato l'evacuazione di migliaia di cittadini nelle ultime ore per metterli al riparo dalle incursioni notturne.
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