Bankitalia e Istat, conti pubblici a rischio
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Redazione Economia
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Bankitalia, insieme a Istat e all'Ufficio parlamentare di bilancio, ha recentemente rivisto al ribasso le previsioni di crescita dell'economia italiana per l'anno in corso, gelando le aspettative del governo. Gli economisti di via Nazionale hanno puntato il dito sugli sgravi strutturali che minano l'equilibrio del sistema previdenziale, mentre gli analisti dell'Istituto di statistica hanno fissato l'età di uscita per la pensione a 69,6 anni a partire dal 2051. La crescita del Prodotto interno lordo (Pil) per il 2024 è stata rivista allo 0,8%, rispetto all'1% previsto dal governo nel Piano strutturale di bilancio (Psb) recentemente inviato a Bruxelles.
Sergio Altimari, capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia, e Lilia Cavallari, presidente dell'Upb, hanno spiegato ieri in audizione alle commissioni riunite di Camera e Senato che non vi sono comunque impatti sui trascinamenti statistici delle previsioni per i prossimi anni. Tuttavia, Bankitalia ha preannunciato che nel bollettino economico di venerdì abbasserà anche le previsioni per il 2025, con un avanzamento inferiore a quello misurato da Palazzo Chigi e fissato all'1,2%.
Il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato che sarà una manovra di sacrifici per tutti, un messaggio recepito da tutti gli intervenuti davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato sul Psb. Bankitalia ha inoltre criticato i dettagli insufficienti del piano, definendolo una manovra rischiosa. La cornice della politica economica delineata dal governo Meloni, all'interno della quale si inserirà la terza legge di bilancio, sembra dunque destinata a incontrare ulteriori ostacoli e difficoltà.
La revisione al ribasso delle previsioni di crescita economica da parte di Bankitalia e Istat rappresenta un duro colpo per le aspettative del governo, che dovrà affrontare una manovra di bilancio complessa e piena di incognite.




