L'Assemblea del Consiglio d'Europa accusa Mosca: “Attacchi ibridi contro l'Europa”. Zakharova minaccia le fabbriche di armi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha approvato all'unanimità una risoluzione che mette in guardia contro l'intensificarsi degli attacchi russi contro i Paesi europei, definendoli parte di un unico progetto che comprende anche le cosiddette “elezioni” organizzate da Mosca.

Nel documento, i parlamentari hanno citato cyberattacchi, atti di sabotaggio, incendi dolosi, tentativi di assassinio, ingerenze nei processi elettorali democratici, attacchi contro infrastrutture critiche e sistemi di navigazione, industrializzazione della disinformazione, violazioni dello spazio aereo e incursioni di droni. Secondo l'Assemblea, queste azioni rappresentano una fase più pericolosa della campagna russa contro il resto del continente.

La risoluzione dell'Assemblea parlamentare

Il testo adottato esorta tutti gli Stati membri a riconoscere la piena portata della minaccia rappresentata dagli attacchi della Russia e ad adottare misure coordinate ed efficaci in risposta. L'Assemblea ha inoltre chiesto di rafforzare il sostegno all'Ucraina, di mantenere le sanzioni mirate, di continuare a escludere i rappresentanti russi dai forum internazionali e dagli eventi culturali e sportivi, e di proseguire gli sforzi per garantire che i crimini commessi dalla Russia siano perseguiti.

Nel documento si afferma che le “false elezioni” e gli attacchi ibridi rientrano in un unico disegno: fabbricare il consenso all'interno della Russia e fabbricare paura e instabilità oltre i suoi confini.

La minaccia di Mosca alle fabbriche europee

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che le fabbriche europee che producono armi per l'Ucraina sono potenziali obiettivi militari per la Russia. «Non si deve dare per scontato che le fabbriche militari al di fuori del territorio ucraino che producono armi per il regime di Kiev saranno al sicuro. Chi pensa questo si sbaglia», ha affermato durante un briefing, rispondendo a una domanda sulla disponibilità della Polonia a ospitare una fabbrica di missili intercettori Patriot per Kiev.

Zakharova ha sostenuto che i Paesi europei sono direttamente coinvolti nel conflitto non solo attraverso la fornitura di aiuti, ma anche aprendo fabbriche di armi e joint venture, e che questo ritarda la risoluzione della guerra.

Il quadro delle aggressioni ibride

La risoluzione dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa si inserisce in un contesto di crescenti tensioni tra Mosca e i Paesi europei. Il documento cita esplicitamente una serie di azioni ostili attribuite alla Russia, dalle violazioni dello spazio aereo alle incursioni di droni, dagli attacchi alle infrastrutture critiche agli atti di sabotaggio.

I parlamentari hanno sottolineato che queste azioni si sono intensificate negli ultimi mesi, entrando in una fase più pericolosa, in un contesto segnato dal fallimento della Russia nel raggiungere i suoi obiettivi militari e strategici in Ucraina nonostante le perdite umane considerevoli.

Il precedente dell'articolo 5 e la posizione ceca

Sullo sfondo delle tensioni, il primo ministro ceco Andrej Babiš ha dichiarato che Praga sarebbe pronta a onorare i propri impegni verso la NATO in caso di attacco russo a un Paese baltico. «Se, Dio non voglia, la Russia attaccasse uno Stato baltico, allora, in virtù dell'articolo 5, dovremmo inviare due delle nostre brigate meccanizzate», ha affermato in un'intervista, precisando che la Repubblica ceca si sta preparando a questa eventualità pur non volendo divulgare informazioni classificate.

Babiš ha anche parlato di una guerra ibrida russa contro il suo Paese, alla quale i servizi di intelligence dedicano la massima attenzione.

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