Scontri tra truppe nordcoreane e ucraine a Kursk

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le truppe nordcoreane, inviate in Russia per contrastare l'avanzata ucraina nella regione di Kursk, sono finite, per la prima volta, sotto il fuoco delle forze armate di Kiev. Lo afferma Andrii Kovalenko, capo del Centro per la lotta alla disinformazione del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa dell'Ucraina, citato dal Kyiv Independent. La capitale ucraina, intanto, è stata presa di mira dai droni russi, mentre il presidente Zelensky chiede sufficienti armi a lungo raggio agli alleati.

La Russia ha attaccato l'Ucraina con oltre 900 bombe, quasi 500 droni Shahed e circa 30 missili la scorsa settimana, secondo quanto dichiarato dal presidente Volodymyr Zelensky. Tali attacchi, ha aggiunto Zelensky, sarebbero "impossibili" se gli alleati fornissero all'Ucraina sufficienti armi a lungo raggio e imponessero "sanzioni veramente efficaci" contro la Russia.

Diversi analisti occidentali sostengono che i soldati della Corea del Nord, che in termini numerici rappresentano gli uomini che la Russia perde ogni settimana in guerra, sono molto meno importanti rispetto alla fornitura di munizioni di Pyongyang. I servizi di intelligence ucraini e sudcoreani stimano infatti che la Corea del Nord abbia inviato a Mosca fino a 9 milioni di proiettili di artiglieria, ossia quasi la metà di tutti i colpi sparati dalla Russia nel 2024.

In questo contesto, Dmitri Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha scritto su Telegram che "Trump potrebbe diventare il nuovo John Fitzgerald Kennedy, se provasse veramente a fermare la guerra in Ucraina".

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