Bufera su Delmastro per le dichiarazioni sui detenuti
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Redazione Interno
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Durante la presentazione a Roma di un nuovo mezzo blindato per il trasporto di detenuti in regime di 41 bis e alta sicurezza, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ha pronunciato parole che hanno sollevato una tempesta di polemiche politiche. "Non lasciamo respirare chi è dietro quel vetro", ha dichiarato Delmastro, descrivendo il veicolo come simbolo del rigore dello Stato nei confronti dei detenuti più pericolosi. La frase, ritenuta da molti inaccettabile, è stata pronunciata in un evento dedicato alla polizia penitenziaria, dove Delmastro ha ulteriormente spiegato che "ci mancherebbe altro che diamo respiro alla mafia".
Le reazioni non si sono fatte attendere. La senatrice di Avs, Ilaria Cucchi, ha espresso il suo sdegno, ricordando che poche ore prima si era tolto la vita l'80esimo detenuto del 2024. "Provo dolore, vergogna e rabbia", ha dichiarato Cucchi, sottolineando come i sogni di Delmastro vadano contro la legge e l'umanità. La frase di Delmastro ha suscitato critiche anche da parte dell'Anpi, che ha definito il sottosegretario "un uomo in preda a deliri da macellaio sadico", aggiungendo che "crede di stare nel Cile di Pinochet".
Alla presentazione della nuova auto blindata, progettata per il trasporto dei detenuti al regime del 41-bis, Delmastro ha ribadito il suo punto di vista, affermando che per lui è "un'intima gioia all'idea di far sapere ai cittadini come incalziamo e non lasciamo respirare chi sta dietro quel vetro oscurato". Le parole del sottosegretario hanno scatenato un acceso dibattito, con molti che le hanno considerate una violazione della dignità umana, tutelata dall'articolo 27 della Costituzione.
In un contesto già teso, le dichiarazioni di Delmastro hanno ulteriormente alimentato le polemiche, mettendo in luce le difficoltà e le contraddizioni del sistema penitenziario italiano.




