Aeroporto Fellini, luglio da record ma le spiagge non ne sentono l'effetto
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Redazione Economia
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Le rotte aeree tirano, i numeri dei voli fanno segnare un significativo più 72%, eppure sugli arenili di Rimini l’estate stenta a decollare. Il dualismo tra un trasporto aereo in piena salute e una balneazione che arranca, a dispetto delle aspettative, finisce per dipingere un quadro a tinte contrastanti della Riviera.
L’Aeroporto Internazionale “Federico Fellini” ha da poco chiuso le rilevazioni di luglio 2026, certificando il secondo miglior risultato mensile della sua storia, preceduto solamente dal picco del 2011, ma l’indotto diretto sulle spiagge, stando alle parole degli operatori del settore, appare ancora un miraggio.
I numeri dello scalo e il record di riempimento
I dati diffusi dalla gestione dello scalo sono inequivocabili e raccontano di un traffico in forte ripresa: ben 113.466 passeggeri hanno transitato per il Fellini nel corso del settimo mese dell’anno, contro i 65.973 dello stesso periodo del 2025. Un incremento che sfiora il 72%, una crescita robusta che ha permesso di sfondare nuovamente quota 100 mila viaggiatori, traguardo che mancava dal lontano 2011 e che fa di questo luglio il secondo più performante di sempre, alle spalle dei 131.211 passeggeri fatti registrare quattordici anni fa.
Ma ciò che colpisce maggiormente gli addetti ai lavori è il tasso di riempimento complessivo, attestato sul 91%: una media altissima che trova il suo apice nel collegamento con Kaunas, dove il load factor ha toccato il record assoluto del 98%, segno che la domanda per alcune destinazioni è particolarmente sostenuta e che i vettori stanno operando con capacità pressoché sature. A giugno lo scalo aveva già superato quota 101.124 passeggeri, confermando un trend che, al netto delle fluttuazioni stagionali, sembra riportare il Fellini a livelli di operatività che non si vedevano da oltre un decennio.
La preoccupazione dei bagnini: prezzi in calo e strutture a rischio
Se dal cielo arrivano segnali positivi, sul litorale il clima è decisamente diverso e a fotografare il malessere del comparto balneare ci pensa Mauro Vanni, presidente della Cooperativa Bagnini Rimini Sud e presidente di Confartigianato Imprese Demaniali, il quale, intervistato dal Resto del Carlino, ha tracciato un quadro piuttosto critico della situazione attuale.
Vanni spiega che l'incremento dei passeggeri e dei voli non ha ancora generato un indotto tangibile sulla filiera ricettiva e balneare, con gli hotel che, nonostante la presunta alta stagione, continuano a praticare tariffe decisamente basse per il periodo.
Il riferimento è a strutture a tre stelle che, nella settimana dal 2 al 9 agosto, hanno venduto camere a 55-60 euro a persona per il pernottamento e la prima colazione, mentre gli alberghi a quattro stelle si sono fermati a una media di 70-75 euro a persona, valori che rappresentano un rincaro, o meglio un ribasso, del 25% rispetto ai prezzi medi praticati dagli alberghi di Jesolo e addirittura del 35% in meno rispetto a quelli di Viareggio.
Un divario competitivo che, secondo il presidente, rischia di minare la sostenibilità economica dell'intero comparto, portando alla scomparsa di molte attività ricettive che non riescono a coprire i costi fissi e gli investimenti necessari al mantenimento degli standard.
La speranza di un agosto diverso e il turismo interno
In attesa di vedere se il mese di agosto porterà una inversione di tendenza, le speranze degli operatori sono rivolte soprattutto al turismo interno, quella fetta di viaggiatori italiani che storicamente ha rappresentato l'ossatura della domanda balneare riminese. Vanni sottolinea come l'estate, almeno fino a questo momento, non sembri aver decollato in spiaggia, nonostante gli aerei arrivino pieni e i collegamenti internazionali si moltiplichino.
Il paradosso è evidente: da un lato un aeroporto che viaggia a regime, con voli che registrano percentuali di riempimento da capogiro e un primato assoluto sulla rotta per la Lituania, dall'altro una riviera che fatica a trasformare questi flussi in presenze stabili e redditizie per gli esercizi commerciali e gli stabilimenti balneari.
Il turista che arriva in aereo, forse, utilizza lo scalo come porta d'ingresso per spostarsi verso altre destinazioni oppure opta per soluzioni ricettive che non sempre si traducono in un beneficio diffuso per l'intero tessuto economico della costa, e la politica dei prezzi al ribasso, lungi dall'attrarre un turismo di qualità, rischia di comprimere ulteriormente i margini di guadagno degli imprenditori locali.
Il mercato internazionale e la crescita dei collegamenti
Dal punto di vista dei collegamenti aerei, la nota ufficiale diffusa dallo scalo evidenzia come la Polonia si confermi il primo mercato internazionale di riferimento per l'aeroporto Fellini, a testimonianza di come le rotte verso l'Europa dell'Est rappresentino ormai un bacino consolidato per il traffico passeggeri. Il dato complessivo di 113.466 viaggiatori non è solo un numero, ma il quarto miglior risultato mensile assoluto dalla fondazione dello scalo, un traguardo che certifica la bontà delle strategie di sviluppo e di attrazione dei vettori low cost e delle compagnie tradizionali.
Tuttavia, mentre i dati di traffico consegnano allo scalo riminese un'ottima performance, la realtà delle spiagge racconta un'altra storia, fatta di ombrelloni semivuoti e di una concorrenza spietata sui prezzi che rischia di penalizzare la destinazione nel lungo periodo.
L'auspicio degli operatori è che il mese di agosto possa recuperare il terreno perduto, magari grazie a un ritorno dei vacanzieri italiani che tradizionalmente scelgono la seconda metà di agosto per le proprie ferie, ma la sensazione, al momento, è che il divario tra il cielo e il mare sia destinato a restare piuttosto ampio, almeno fino a quando le strategie di prezzo e di posizionamento turistico non subiranno una revisione profonda per allinearsi alle dinamiche di un mercato sempre più globale e competitivo.
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