L'Ucraina allunga la mano sul Caspio: attacchi a navi "ombre" e raffineria in Siberia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un'operazione a lungo raggio che allarga il perimetro del conflitto, spingendosi fino al Mar Caspio e oltre, con un messaggio chiaro rivolto tanto a Mosca quanto a Teheran. L'Ucraina ha rivendicato ufficialmente l'attacco contro alcune navi, descritte come parte della "flotta ombra" utilizzata per il trasporto di materiale bellico verso l'Iran, un gesto che arriva a poche ore dalla conferma dell'imminente incontro tra Volodymyr Zelensky e il presidente americano Donald Trump a Washington.

Il leader ucraino, che si recherà nella capitale statunitense per partecipare ai funerali del senatore Lindsey Graham, ha definito l'operazione un risultato "molto forte", colpendo non solo i cargo sospetti ma anche un'unità navale russa.

L'incursione nel Caspio e l'accusa a Teheran

Secondo quanto riferito da Zelensky, le forze armate ucraine hanno centrato obiettivi nel Mar Caspio, un bacino situato a oltre mille chilometri dalla linea del fronte, e le cui acque bagnano le coste russe, iraniane e di altre repubbliche ex sovietiche. L'obiettivo dichiarato sarebbe quello di interrompere un flusso logistico che Kiev considera vitale per lo sforzo bellico russo e, allo stesso tempo, di colpire gli interessi iraniani nella regione, in un momento in cui le tensioni tra Teheran e gli Stati Uniti restano elevatissime.

Lo stesso presidente ucraino ha parlato di "navi coinvolte in spedizioni di materiale militare che coinvolgono l'Iran", senza però scendere in dettagli tecnici sul tipo di armamenti trasportati o sul numero esatto dei vettori colpiti, in un'operazione che è stata immediatamente interpretata come un avvertimento sia a Mosca che ai suoi partner mediorientali.

La replica di Teheran e la "flotta ombra"

La reazione di Teheran non si è fatta attendere, con il Ministero degli Esteri iraniano che ha condannato "fermamente" l'attacco, definendolo un "atto di aggressione" che rischia di "incendiare ulteriormente la situazione". La nota ufficiale ha parlato di un'esplosione a bordo di una nave commerciale iraniana, avvenuta nelle prime ore del mattino, che avrebbe provocato la morte di un marinaio e il ferimento di un altro, e ha annunciato la convocazione del rappresentante diplomatico ucraino a Teheran per esprimere una protesta formale.

Da parte sua, il ministero ha ribadito la posizione di non interferenza nel conflitto russo-ucraino, sostenendo che le azioni di Kiev dimostrerebbero invece la volontà di "estendere pericolosamente il conflitto".

Sebbene Kiev non abbia fornito l'identità precisa dei cargo colpiti, la stampa ucraina li ha descritti come parte della cosiddetta "flotta ombra", ovvero quelle navi che, spesso battenti bandiere di comodo, vengono utilizzate per eludere le sanzioni occidentali e trasportare merci tra Russia e Iran, in un gioco di interessi che si intreccia con le dinamiche del commercio nel Mar Caspio.

L'attacco alla raffineria di Tjumen'

Parallelamente all'azione nel Caspio, l'esercito ucraino ha rivendicato un nuovo, significativo colpo alle infrastrutture energetiche russe, a conferma di una strategia che mira a indebolire la macchina bellica di Mosca colpendo il cuore della sua economia. Un incendio è divampato nella raffineria di Tjumen', in Siberia occidentale, a quasi 2.000 chilometri dal confine ucraino, dopo un attacco con droni che, nonostante le reti antiaeree poste a protezione dell'impianto, è riuscito a centrare l'obiettivo.

L'impianto, con una capacità di lavorazione di circa 8 milioni di tonnellate di petrolio all'anno, è uno dei più grandi della regione e già a giugno era stato oggetto di un raid simile. L'incursione dimostra la crescente capacità di penetrazione dei droni ucraini, capaci di raggiungere obiettivi sempre più lontani dalla zona di guerra, infliggendo danni che potrebbero avere ripercussioni sul mercato interno dei carburanti russo, già messo a dura prova dai continui attacchi agli impianti di raffinazione.

Il contesto politico e la visita a Washington

L'escalation militare si inserisce in un momento politico estremamente delicato per Kiev, a pochi giorni dalla partenza del presidente Zelensky per Washington, dove incontrerà Donald Trump. La riunione, prevista in occasione dei funerali del senatore Lindsey Graham, un convinto sostenitore dell'Ucraina scomparso improvvisamente l'11 luglio, rappresenta un'occasione cruciale per consolidare il sostegno americano e discutere le prospettive di un eventuale cessate il fuoco.

Fonti diplomatiche hanno confermato l'incontro per martedì 28 luglio, un appuntamento che si preannuncia centrale per il futuro degli aiuti militari e per le possibili aperture diplomatiche, in un quadro di crescenti pressioni internazionali per una tregua.

Nel frattempo, l'intelligence ucraina ha lanciato l'allarme su un possibile imminente massiccio attacco russo, che secondo le stime di Kiev potrebbe materializzarsi entro 48 ore, richiedendo un ulteriore sforzo nella difesa aerea del paese, mentre continua la serie di raid incrociati che stanno trasformando il conflitto in una guerra di logoramento a lunga gittata, condotta con droni e missili su fronti sempre più estesi.

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