Concordato preventivo e acconto Irpef: la maggiorazione per il 2025
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Redazione Economia
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Per i lavoratori autonomi e le imprese che hanno scelto di aderire al concordato preventivo per il biennio 2025-2026, il calcolo degli acconti Irpef presenta, a partire da quest'anno, una novità di non poco conto. Oltre alla consueta quota da versare, infatti, si rende necessario corrispondere all'erario un'ulteriore maggiorazione, la cui entità è stabilita in una percentuale fissa del dieci per cento. Tale addizionale, che va a incrementare l'importo complessivo dell'acconto, si applica specificamente alla differenza positiva che emerge tra il reddito concordato per l'anno in corso e quello effettivamente dichiarato, sempre per impresa o lavoro autonomo, nell'anno precedente. Una procedura, questa, che finisce per rendere l'onere fiscale anticipato sensibilmente più consistente per coloro i quali hanno optato per questo strumento di definizione agevolata del rapporto con il fisco.
Il meccanismo di calcolo dell'acconto
Ai fini della determinazione della somma da versare, la normativa fiscale prevede che la misura dell'acconto Irpef sia pari al cento per cento dell'ammontare complessivamente dovuto per il periodo d'imposta. Da questo totale, che rappresenta il punto di partenza obbligato per ogni contribuente, devono essere poi sottratte le somme che spettano a titolo di detrazioni d'imposta, di crediti d'imposta e delle ritenute alla fonte operate. Pertanto, per un calcolo corretto e conforme, gli interessati sono tenuti a considerare, come regola generale di base, proprio il cento per cento della voce "Differenza" che compare all'interno del Quadro RN del modello Redditi PF. Un'operazione che, sebbene possa apparire semplice in teoria, richiede in pratica una meticolosa ricostruzione dei propri dati reddituali.
Il calendario di dicembre e la scadenza dell'acconto
Il mese di dicembre si configura tradizionalmente come un periodo di grande pressione per le partite Iva, per le aziende e per una vasta platea di contribuenti, essendo caratterizzato da una concentrazione senza eguali di scadenze fiscali da rispettare. Verso la metà del mese, in particolare, si affollano termini perentori per una serie di adempimenti, che spaziano dal pagamento del saldo IMU per i proprietari di immobili fino a versamenti relativi all'Iva, ai contributi Inps, a imposte sostitutive e a una serie di comunicazioni obbligatorie che le imprese devono inoltrare agli enti competenti. In questo fitto calendario, un appuntamento che coinvolge trasversalmente i lavoratori dipendenti, i pensionati e i titolari di partita Iva è rappresentato dal versamento del secondo acconto Irpef per l'anno 2025.
La prorogatio per il primo dicembre
La scadenza canonica per tale versamento sarebbe, per regolamento, fissata al trenta novembre. Tuttavia, il fatto che questa data cada di domenica comporta, secondo una consuetudine amministrativa ormai consolidata, uno slittamento automatico del termine. Il pagamento, di conseguenza, potrà essere effettuato entro il primo dicembre senza che questo sia considerato un ritardo e, soprattutto, senza l'applicazione di sanzioni o maggiorazioni. Una proroga che, seppur di un solo giorno, offre un piccolo ma significativo margine di respiro a milioni di contribuenti chiamati a saldare il proprio debito con il fisco.




