Concordato preventivo, calcolo dell’acconto semplificato con il metodo storico
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Redazione Economia
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Secondo le disposizioni degli articoli 20 e 31 del Dlgs 13/2024, rispettivamente per i soggetti Isa e i forfettari, il calcolo dell’acconto delle imposte sui redditi, nell’ambito del concordato preventivo, deve seguire le regole ordinarie, tenendo conto dei redditi concordati. Il decreto correttivo 108/2024, per evitare che il ricorso al concordato preventivo risulti penalizzante dal punto di vista finanziario, stabilisce che le Partite Iva, i commercianti e i professionisti che aderiranno al concordato biennale dovranno versare un minimo di 5 mila euro per chiudere definitivamente i conti con il Fisco per gli anni dal 2018 al 2022.
Questa mattina, gli autonomi troveranno nei loro cassetti fiscali le stime predisposte dalla Sogei, partner tecnologico dell’Agenzia delle Entrate, per l’adesione al ravvedimento speciale, una sanatoria inserita con un emendamento nel decreto omnibus. Elbano de Nuccio, presidente dei commercialisti italiani, ha sottolineato la necessità di una proroga del termine del 31 ottobre per l’accettazione della proposta e la presentazione delle dichiarazioni, evidenziando come numerose segnalazioni di contribuenti e professionisti abbiano indicato l’inadeguatezza della scadenza.
In prossimità della scadenza, l’Ordine dei Commercialisti ed esperti contabili di Aversa ha organizzato un evento sul concordato biennale preventivo per approfondire questo nuovo strumento nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate. Secondo de Nuccio, i commercialisti possono dare un contributo significativo al sistema produttivo, e questo strumento potrebbe essere importante per aumentare i fatturati di molte aziende.




