Definito il concordato preventivo biennale per chi aderisce agli Isa, attenzione alla decadenza dai piani di rateazione
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Redazione Economia
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Con un decreto del 28 aprile, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito i criteri in base ai quali l’Agenzia delle Entrate formula la proposta di concordato preventivo biennale (Cpb) per i contribuenti che applicano gli indicatori sintetici di affidabilità (Isa). La misura, rivolta a imprese e professionisti, permette di definire in anticipo l’imponibile fiscale per il biennio 2025-2026, riducendo gli adempimenti contabili.
Il provvedimento, che attua l’articolo 9 del decreto legislativo 13 del 2024, disciplina anche gli aspetti procedurali, tra cui la compilazione del modello Redditi e le comunicazioni all’Amministrazione Finanziaria. Chi ha aderito al Cpb nel 2024, però, deve prestare particolare attenzione ai piani di rateazione eventualmente sottoscritti: se il contribuente non paga otto rate, anche non consecutive, decade dalla dilazione e, qualora il debito residuo superi i 5.000 euro, perde anche il beneficio del concordato. In tal caso, è obbligatorio segnalarlo compilando l’apposita sezione del quadro Cp.
Un approfondimento sugli aspetti contabili sarà al centro di un evento in programma il 12 maggio, durante il quale si analizzerà il passaggio dal reddito effettivo a quello concordato, fino alla determinazione dell’imponibile per il bilancio 2024. Saranno esaminate, inoltre, le scritture contabili e le informazioni da inserire nella nota integrativa, con un focus specifico sulle modalità di adesione al ravvedimento operoso per chi ha già sottoscritto il Cpb.




