Conflitti a Torino, Nordio richiede durezza
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
I quasi venti poliziotti intossicati durante gli scontri di Torino non possono essere considerati un incidente di percorso. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha chiesto ai giudici di adottare una linea di fermezza, sottolineando che episodi simili, in passato, hanno spesso rappresentato l'inizio di un'escalation verso il terrorismo. Nordio, intervenuto a margine del forum di Fondazione Iniziativa Europa a Stresa, ha espresso preoccupazione per la situazione, ricordando come, storicamente, la violenza contro le forze dell'ordine possa degenerare in atti più gravi.
Durante la manifestazione del 15 novembre, ribattezzata "No Meloni Day", si sono verificati scontri tra studenti e polizia. Un video, circolato sui social, mostra un poliziotto in tenuta antisommossa che fa lo sgambetto a uno studente, alimentando ulteriormente le polemiche. La manifestazione, caratterizzata da slogan e cartelli contro le politiche del governo Meloni, ha visto momenti di tensione culminati negli scontri che hanno portato all'intossicazione di diversi agenti.
Nordio ha ribadito la necessità di un intervento rapido ed efficace da parte della magistratura, sottolineando che la prudenza è fondamentale per permettere ai magistrati di svolgere serenamente il proprio lavoro. Tuttavia, il ministro ha espresso la sua opinione in termini molto duri, definendo i manifestanti come "banditi" e chiedendo una risposta severa e tempestiva.
La Russa, intervenuto successivamente, ha invitato a fermare qualsiasi escalation, cercando di placare le polemiche nate dopo la manifestazione.




