La primavera del Torino affonda la Lazio: poker granata e salvezza aritmetica
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Redazione Sport
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C’era un obiettivo concreto, alla vigilia, per il Torino di Francesco Baldini – la salvezza nel campionato Primavera 1 – e c’è stata una risposta altrettanto concreta sul terreno di gioco, dove i granata hanno costruito pezzo dopo pezzo un successo netto, rifilando un 4-1 alla Lazio. I ragazzi di mister Scalisi, va detto, hanno pagato a caro prezzo gli errori individuali e una fragilità difensiva che, in trasferta, è emersa in tutta la sua evidenza, complice anche l’assenza dalla panchina del tecnico biancoceleste Francesco Punzi, fermo in tribuna per squalifica.
Un avvio fulmineo e un portiere tradito dai guizzi avversari
La partita, giocata ad Orbassano per la trentasettesima giornata, ha preso subito una piega favorevole ai padroni di casa. Bastano pochi minuti – al 3’ per l’esattezza – per vedere il primo affondo vincente del Torino: un cross insidioso dalla fascia, una mancata presa del portiere laziale D’Alessio, e la palla finisce sui piedi di Perciun, che insacca a porta sguarnita. Nonostante il gol fulmineo, la Lazio prova a reagire, ma l’undici di Baldini gestisce senza affanno il possesso. È al 33’ che arriva il raddoppio: Gabellini, già pericoloso in avvio, finalizza un’azione corale con una giocata di pregevole fattura tecnica, lasciando di nuovo immobile l’estremo difensore ospite. Sul finire della prima frazione, insomma, il risultato è 2-0, e la sensazione – corroborata dagli sviluppi successivi – è che i granata abbiano le redini del match saldamente in pugno.
Ripresa da incubo per la Lazio, Sana Fernandes accende solo un flebile lumino
Nella ripresa, la musica non cambia, anzi: il copione si ripete con inquietante precisione per i biancocelesti. Al 48’ Perciun, dopo un’altra indecisione difensiva, si ritrova libero di calciare e non sbaglia, realizzando il personale doubletta e il 3-0 che sembra già chiudere qualsiasi discorso. A nulla serve la reazione d’orgoglio firmata da Sana Fernandes al 62’: il giocatore della Lazio, con un sinistro potente da fuori area, accorcia le distanze portando il punteggio sul 3-1, ma è un fuoco di paglia. Il Torino, infatti, non si scompone e continua a colpire in ripartenza. Al 55’ Gabellini aveva già firmato il suo secondo gol della giornata – portandosi a quota 4-0 – dopo che la retroguardia laziale era andata nuovamente in confusione su un pallone vagante in area. Nel finale, il copione si arricchisce di un’ulteriore firma: al 92’, Ferraris, entrato nel corso del secondo tempo, deposita il pallone alle spalle di D’Alessio e fissa il risultato sul 4.
L’inerzia spezzata e il valore concreto di un tabellino senza appello
Il tabellino dice tutto, senza bisogno di troppi giri di parole. Per il Torino: Santer tra i pali; Pellini, Moreno, Gabellini (doppietta), Perciun (doppietta) a comporre lo scheletro offensivo; quindi Zaia, Conzato (poi Gatto), Acquah, Tonica, Bonacina e Luongo (poi Olinga). Per la Lazio, invece, si segnalano gli ingressi e le sostituzioni di routine, ma nessuno riesce a invertire la rotta tracciata dagli avversari. Con questi tre punti, Baldini e i suoi hanno raggiunto la quota necessaria per mantenere la categoria, blindando matematicamente la salvezza a una giornata dal termine del campionato. La Lazio, al contrario, chiude le proprie trasferte stagionali con una sconfitta che fa rumore: poche idee, troppi singoli episodi negativi e un portiere – D’Alessio – finito suo malgrado al centro delle cronache per quelle incertezze che, in partite come questa, diventano condanne senza appello.
Un ko netto che pesa sulle spalle dei giovani biancocelesti
Per i ragazzi di Scalisi (Punzi in tribuna, ricordiamolo, non ha potuto dirigere dalla panchina), il 4-1 torinese rappresenta una battuta d’arresto pesante, non tanto per la classifica ormai di fine stagione, quanto per il modo in cui è maturata: errori tecnici, mancanza di reazione dopo lo svantaggio, e una fragilità mentale emersa a ogni affondo avversario. Il Torino, al contrario, ha dimostrato compattezza e cinismo, sfruttando ogni sbavatura laziale come fosse un’autostrada verso la porta. L’ultima giornata, ora, avrà il sapore dell’adempimento per i granata, mentre la Lazio dovrà archiviare in fretta una prestazione da dimenticare, senza poter più modificare un verdetto che, su questo campo, è stato fin troppo chiaro.




