Il Parma trova la salvezza aritmetica al Tardini, il Pisa sprofonda verso la B
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Redazione Sport
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Non c’è due senza tre, recita un vecchio adagio, e Nesta Elphege – il cui nome è un omaggio a Bob Nesta Marley – sembra averlo preso alla lettera. Dopo l'assist decisivo contro il Napoli e il gol settimana scorsa a Udine, l'attaccante francese si è ripetuto anche nel pomeriggio assolato del Tardini, regalando al Parma la vittoria per 1-0 contro il Pisa e, cosa ben più sostanziosa, la certezza matematica della permanenza in Serie A. La sua zampata all'82', una torsione a rete da distanza ravvicinata dopo una mischia in area scaturita da una sponda di Sorensen, ha trasformato quella che sembrava una noiosa pratica burocratica in una vera e propria festa tra le mura amiche.
Un primo tempo di sofferenza e due legni che salvano i ducali
A guardare il punteggio finale, verrebbe da pensare a un pomeriggio di ordinaria amministrazione per la squadra di Cuesta, e invece la realtà, come spesso accade in questi casi, è stata molto più complessa e insidiosa. Il fanalino di coda toscano, infatti, si è presentato in Emilia con la disperazione di chi deve vendere cara la pelle e con l’evidente intenzione di rinviare il verdetto della retrocessione; se i ducali erano lì per festeggiare, gli ospiti erano lì per combattere. Dopo soli sei minuti, un’azione convulsa nell’area del Parma ha permesso a Vural di calciare a botta sicura da due passi, ma il portiere nipponico Suzuki, con un intervento prodigioso e d’istinto (parando praticamente con la faccia), ha deviato in corner la conclusione. La reazione del Parma c’è stata prontamente al 9’ con Mandela Keita, bravo a rubare palla in pressione ad Akinsanmiro prima di rendersi pericoloso, ma il vero pericolo è rimasto costantemente dalla parte opposta del campo.
Al 29’, infatti, è stato il legno a salvare i padroni di casa: Akinsanmiro, lanciato a rete, ha battuto a rete colpendolo alla base, mentre nel finale di frazione, al 45’, il copione si è drammaticamente ripetuto per i nerazzurri. Stojilkovic, lanciato a tu per tu con Suzuki (dopo una ripartenza fulminea e un disimpegno sbagliato dei padroni di casa), ha superato il portiere ma si è visto negare la gioia del gol dal palo esterno, in un’azione che ha lasciato l’amaro in bocca agli uomini di Hiljemark.
Cuesta cambia la partita dalla panchina
Il secondo tempo è iniziato con un ritmo decisamente più blando, complice probabilmente anche il caldo che ha appesantito le gambe e le trame di gioco. Il centrocampo tecnico dei ducali, composto da Bernabé e Nicolussi Caviglia, faticava a trovare le giuste geometrie per innescare gli attaccanti, e le iniziative si contavano sulle dita di una mano. Meister, subentrato per il Pisa, ha fallito una conclusione a rete da buona posizione, mentre Moreo ha sfiorato il gol di testa facendo tremare la traversa a difesa di Suzuki. A questo punto del match, con l’inerzia della partita che sembrava scivolare via, il tecnico di casa, Carlos Cuesta, ha giocato la carta decisiva: ha smantellato il centrocampo “nobile” per inserire forze fresche e maggior peso in avanti, gettando nella mischia proprio Elphege al posto di Strefezza.
La giocata che ha deciso il match porta la firma di un reparto offensivo finalmente pungente: Sorensen ha prolungato di testa un pallone in mischia, trovando Elphege spalle alla porta; il giovane attaccante, con una freddezza glaciale, ha stoppato e girato il pallone alle spalle di un incolpevole Semper, gelando le residue speranze di salvezza degli ospiti e scatenando la festa sugli spalti. Nemmeno qualche guizzo finale dello stesso Elphege o un tentativo di Valeri hanno cambiato il verdetto del campo. Il risultato è servito: il Parma vola a quota 42 punti, raggiungendo un traguardo che, a inizio anno, poteva sembrare lontano, mentre il Pisa resta ancorato al fondo della classifica con 18 punti, in attesa di conoscere il proprio destino che, salvo miracoli, pare ormai segnato.




