Cremonese beffata nel recupero, Noslin gela lo Zini: per Giampaolo salvezza a -4

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’illusione di un punto pesantissimo, conquistato con la forza della disperazione e i denti stretti, si è infranta contro il muro della qualità individuale. Al Giovanni Zini, la Cremonese ha toccato con un dito l’impresa, per poi vederla svanire nel momento più crudele: al novantaduesimo minuto, quando il cronometro segnava ormai cinque minuti di recupero, Tijjani Noslin ha firmato il definitivo 1-2, trasformando la potenziale festa dei grigiorossi in una doccia gelata che sa di condanna.

La partita, è bene dirlo subito, era stata plasmata sulla misura delle necessità di mister Giampaolo. Approfittando di un errore marchiano del giovane portiere laziale Edoardo Motta – giudicato con un severo 4,5 in pagella per una "sbavatura grossolana" sul tiro centrale di Bonazzoli – la squadra di casa aveva trovato il vantaggio al ventinovesimo minuto. Un vantaggio difeso con ordinaria amministrazione per gran parte del match, nonostante qualche brivido. La Lazio, dal canto suo, faticava a imbastire trame degne di questo nome nel primo tempo; l’assenza di alcuni titolari si faceva sentire nella manovra, limitata a pochi sprazzi.

La svolta, come spesso accade in queste partite che sanno di retrocessione contro ambizioni europee, è arrivata dalla panchina. Nella ripresa, Maurizio Sarri ha gettato nella mischia Noslin e Rovella, cambiando il volto alla sua squadra. L’episodio chiave del pareggio porta la firma indelebile di Nuno Tavares: un’azione in solitaria da area ad area, dove il portoghese ha prima recuperato un pallone su calcio d’angolo avversario e poi, con una progressione poderosa, ha seminato il panico nella retroguardia cremonese. L’assist per Noslin e il successivo tap-in vincente di Gustav Isaksen all’ottavo minuto della ripresa hanno ricucito lo strappo, riportando la gara in perfetta parità.

La Cremonese, però, non ci stava a morire. Ha retto l’urto nei minuti centrali della ripresa e addirittura nel finale ha sfiorato il nuovo vantaggio. Prima con Bondo, il cui destro dal limite ha richiesto un intervento in extremis di Motta – il quale, dopo la papera iniziale, si è reso protagonista di una parata decisiva – e poi con un’altra conclusione insidiosa del solito Bondo, che il portiere laziale ha nuovamente respinto lateralmente.

Quando tutto faceva pensare a un pareggio giusto e sostanzialmente inappuntabile per i padroni di casa, ecco l’epilogo amaro. Sfruttando l’ennesimo contropiede orchestrato da Noslin – il quale ha dialogato perfettamente con Dia al limite dell’area – l’olandese ha pescato un angolo impossibile per Audero. Un destro a giro, preciso come un orologio, che si è infilato all’incrocio dei pali. Un silenzio irreale è sceso sullo Zini: lo stesso che avvolge adesso la classifica dei grigiorossi, inchiodati a quota 28 punti e ora a -4 dal Lecce, distanza che sa di abisso con il campionato agli sgoccioli.

L’analisi delle pagelle: tra gravissimi errori e colpi da urlo

La lettura dei voti assegnati ai protagonisti racconta meglio di qualsiasi cronaca la doppia faccia di questo incontro. Da una parte c’è Motta, il giovane portiere della Lazio preso di mira dalla critica: il 4,5 non è solo un numero, ma la fotografia di un errore "concettuale e tecnico" che aveva spianato la strada a Bonazzoli. Si salva solo grazie ai due interventi decisivi nel finale, che hanno parzialmente rimesso una pezza a una prestazione da dimenticare.

All’estremo opposto dello spettro delle valutazioni, naturalmente, svetta Noslin. Entrato nella ripresa come un ariete, ha prima dimostrato intelligenza tattica servendo l’assist per Isaksen e poi ha chiuso i conti con un guizzo da goleador puro. La sua doppietta virtuale (un assist e un gol) vale tre punti pesantissimi in ottica classifica per i biancocelesti, che blindano l’ottavo posto in attesa del derby e della finale di Coppa Italia. Tavares, autore della cavalcata che ha generato l’azione dell’1-1, ha ricevuto meritatamente la sufficienza piena per la prestazione fisica.

Per la Cremonese, invece, è un dramma. La prestazione di Bonazzoli – votato 6,5 – rappresenta la classica "candela che brucia da entrambe le parti": bravo a sfruttare l’errore avversario per sbloccarla, ma troppo isolato nel finale per incidere. La difesa, guidata da Luperto e dal rientrante Bianchetti, ha retto fino a quando le gambe hanno retto, spezzandosi solo di fronte alla classe di Noslin. Giampaolo, a fine gara, avrà probabilmente rivisto nella sua mente più e più volte l’azione del 2-1: un contropiede letale che ha spezzato le gambe a un’intera piazza, con la salvezza che ora appare un miraggio.

La classifica che non mente: corsa salvezza e sogni europei

I numeri, in questo finale di stagione, sono spietati. Con questa vittoria, la Lazio opera un clamoroso sorpasso ai danni del Bologna, consolidandosi all’ottavo posto in classifica con 51 punti. Un posizionamento che, al netto delle partite da recuperare delle concorrenti, profuma di obiettivo europeo raggiunto, anche se la matematica non è ancora certa. La squadra di Sarri, nonostante l’infermeria piena, ha dimostrato di avere quella cattiveria cinica che serve per gestire i finali di gara, una qualità che potrebbe tornare utile nelle prossime e infuocate stracittadine.

Discorso diametralmente opposto per la matricola grigiorossa. Il -4 dal Lecce (attualmente al diciassettesimo posto e quindi virtualmente salvo) è un macigno. Con una partita in meno nel calendario, certo, ma con un morale sotto i tacchi difficile da risollevare. Le statistiche parlano chiaro: la Cremonese ha raccolto un solo punto nelle ultime quattro uscite, un andamento da retrocessione piena. I biancorossi sembrano aver smarrito quella scintilla che a inizio girone di ritorno aveva fatto sperare nel miracolo. Ora servirebbe un’impresa, e i minuti di gioco a disposizione iniziano a scarseggiare per permetterla.

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