Juve beffata nel recupero, Rebic gela i bianconeri a Lecce
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Redazione Sport
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Una zampata dalla panchina di Ante Rebic, a tempo praticamente scaduto, ha beffato la Juventus nella trasferta salentina di Lecce. Al Via del Mare, infatti, la partita è terminata 1-1, con il gol del croato nel recupero che ha risposto alla fiammata di Cambiaso, deviata da Gaspar. La squadra di Thiago Motta ha così rimediato il secondo pareggio consecutivo in trasferta, dopo quello con il Milan, salendo a 26 punti ma perdendo la chance di agganciare il gruppo delle squadre a quota 28.
Lele Adani, ospite de La Domenica Sportiva, ha commentato il pareggio di Lecce-Juventus, sottolineando come i bianconeri non avessero cambi per chiudere la partita. "I tre punti non sono mai in cassaforte per la Juventus e vi spiego perché. Il gol all'ultimo puoi prenderlo, ma la Juventus in genere è poco pericolosa nell'ultimo terzo di campo. Se sei poco pericoloso e mantieni l'equilibrio, può rientrare anche nell'ultimo minuto. La Juventus, secondo me, aveva fatto sufficientemente il suo dovere per vincere: due pali, il gol annullato, un gol fatto. Ma soprattutto, come le grandi squadre, a mezz'ora dalla fine possono cambiare tanti giocatori, ma oggi (ieri, ndr) sono entrati Mbangula, Rouhi e Pugno. Poi penso: chi poteva mettere dentro la Juventus? Aveva solo i giovani e se non hai la possibilità di attaccare come le grandi, quando le piccole si scoprono, poi la partita te la porti fino alla fine."
Giovanni Guardalà, nel corso di Sky Sport 24, è tornato sul pareggio in extremis del Lecce contro la Juventus, nato da quella che Thiago Motta ha definito una scelta sbagliata di Cambiaso: "L'errore è stato clamoroso e il tecnico se n'è accorto immediatamente. Quando il giocatore della Juve ha perso palla, infatti, il Lecce si è infilato in quella zona di campo che lui aveva lasciato scoperta e da lì è nato il pareggio di Rebic."
Mattia Perin, portiere della Juventus, ha parlato ai microfoni di Rai Sport dopo il pareggio di Lecce: "Brucia, siamo venuti qua per cercare di vincere, ma si gioca contro altri 11, 23 giocatori di Serie A, quindi di un livello alto, e bisogna riconoscere i meriti dell'avversario che nel secondo tempo ci ha messo in difficoltà. Siamo all'inizio di un percorso e di un cambiamento e non si passa subito da una zona bianca a una zona nera e viceversa. C'è sempre un momento dove si vive una zona grigia, dove si deve metabolizzare quel tipo di idea, quella filosofia, e io e i miei compagni crediamo fermamente che questa filosofia alzi di molto le possibilità di vittoria.




