Cremonese-Torino, al “Zini” lunch match che sa di spareggio per la salvezza

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La trentatreesima giornata di Serie A, quella in programma domenica 19 aprile con calcio d’inizio alle ore 12:30, regala allo stadio “Giovanni Zini” un confronto dai due volti opposti: da una parte la Cremonese, invischiata nella lotta per non retrocedere, dall’altra un Torino che, forte di una classifica tranquilla (dodicesimo a quota 39), arriva in riva al Po senza la pressione che invece attanaglia i padroni di casa. I grigiorossi, diciassettesimi insieme al Lecce con 27 punti frutto di 6 vittorie, 9 pareggi e 17 sconfitte, sanno bene che ogni risultato utile, in questa fase, vale doppio. Gli ospiti, dal canto loro, hanno allestito un cammino altalenante – 11 successi, 6 pareggi e 15 ko – che però non li espone a rischi concreti per la retrocessione, un lusso che i lombardi non possono permettersi.

L’andata sorride ai granata, Vlasic firmò l’1-0

Il precedente del 13 dicembre, disputato in Piemonte, racconta di un Torino cinico e concreto: fu proprio Vlasic, al ventisettesimo minuto, a timbrare il cartellino e a consegnare ai suoi tre punti pesanti per il morale. Quel successo per 1-0, però, appartiene ormai a un’altra fase della stagione; oggi la Cremonese di Giampaolo (che ha scelto il 4-4-2) cerca vendetta e ossigeno, consapevole che affidarsi a un’eventuale sconfitta del Lecce contro la Fiorentina sarebbe un azzardo. Servono i tre punti, e servono subito, perché in casa i gol e le vittorie scarseggiano da troppo tempo – un digiuno che pesa come un macigno sull’umore dello spogliatoio.

Le scelte ufficiali: Giampaolo cambia, D’Aversa conferma il 3-5-2

Le formazioni ufficiali, diramate poco prima del fischio d’inizio, offrono qualche spunto interessante. Giampaolo, tecnico della Cremonese, schiera un 4-4-2 con Audero tra i pali; la retroguardia vede Floriani, Baschirotto, Luperto e Pezzella, mentre il centrocampo è composto da Terracciano, Bondo, Grassi e Vandeputte. In avanti, spazio alla coppia Bonazzoli-Sanabria, con Okereke che parte dalla panchina – una scelta, quest’ultima, che lascia intendere la volontà di preservare l’ex attaccante per un eventuale secondo tempo di forcing. Dall’altra parte, D’Aversa risponde con il suo consueto 3-5-2 (talvolta declinato come 3-4-1-2): Paleari difende la porta; Coco, Maripán ed Ebosse compongono il terzetto difensivo. Pedersen, Casadei, Gineitis, Obrador e Vlasic (quest’ultimo agente sulla trequarti) formano la linea mediana, mentre il tandem offensivo è affidato a Simeone e Adams – scelta chiara, quella del Cholito, nonostante qualche dubbio della vigilia sul suo impiego dal primo minuto.

Una partita nervosa, tra diffide e assenze tattiche

Il match, arbitrato senza particolari precedenti di rilievo tra le due squadre, si preannuncia maschio e spezzettato: la Cremonese ha bisogno di punti e potrebbe pagare a caro prezzo l’eventuale apertura, mentre il Torino, forte della velocità di Adams e della concretezza di Simeone, può colpire in ripartenza. Occhi puntati anche sui singoli: Vandeputte, sulla fascia cremonese, e Vlasic, vero faro dei granata, potrebbero fare la differenza in un’area di rigore affollata. Nessuna sentenza è stata emessa in mattinata – né multe né squalifiche – ma il clima è quello di una gara che, pur non essendo un derby, ha il sapore amaro dello spareggio per chi, come i lombardi, non può più sbagliare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.