Fakir, la nipote Yossra in lacrime: "Era una persona amata. Vogliamo sapere chi doveva proteggerlo"
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Fakir, la nipote Yossra in lacrime: "Era una persona amata. Vogliamo sapere chi doveva proteggerlo" Dal palco del presidio in piazza del Nettuno a Bologna, Yossra Fakir ricorda lo zio Abderrahim Fakir, morto il 19 luglio durante un intervento della polizia al Pilastro: “Non era un numero, una notizia o un caso di cronaca: era una persona amata”. La nipote chiede risposte su quanto accaduto e su chi avesse il compito di intervenire e tutelare la sua vita. (La Stampa)
Ne parlano anche altri media
Il giorno dopo la guerriglia urbana degli antagonisti contro i poliziotti — 64 i feriti tra gli agenti — e il centro storico devastato per la morte di Abderrhaim Fakir, quando Bologna si sveglia con ancora nell’aria l’odore acre dei lacrimogeni, interviene la premier Giorgia Meloni. (la Repubblica)
Conte: accertare verità su Fakir, inammissabili attacchi agli agenti 21 luglio 2026 (Il Sole 24 ORE)
«La sua perdita con questa modalità mi ha lasciato una profonda sofferenza, sia dal punto di vista umano nel vedere un video del genere, sia professionale perché ero a conoscenza di dettagli della sua vita personale e avevo instaurato con lui un rapporto umano. (Vanity Fair Italia)

Gli agenti hanno 23 e 28 anni, uno è in licenza programmata, l'altro in malattia con 12 giorni di prognosi per i morsi ricevuti (Open)
È finita la guerriglia urbana, ma non quella politica. Bologna rimane ancora epicentro delle polemiche dopo la morte di Abderrahim Fakir, il quarantaduenne di origini marocchine deceduto dopo un intervento di due poliziotti (che sono «sconvolti», dice il loro legale) e quattro sanitari della Croce Rossa. (Avvenire)
Un'ottantina di agenti feriti, tutti costretti a ricorrere alle cure sanitarie e refertati per traumi e policontusioni. «Noi come famiglia ci dissociamo completamente dagli scontri avvenuti dopo l'intervento in piazza. (Il Messaggero)




